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sabato 21 novembre 2009

Agriturismo, è la Toscana la regione leader del settore

Il rapporto Istat 2008 presentato ad AgrieTour. Cresce la domanda, migliora l’offerta. Il 44,9% delle aziende agrituristiche si trova nel Nord del Paese, il 35,2% nel Centro e il restante 19,9% nel Mezzogiorno
di T N
La Toscana è la prima regione italiana per numero di strutture agrituristiche presenti: 4.061 nel 2008 (+2,1% rispetto al 2007), riscontrandovi quindi una presenza agrituristica capillarmente diffusa e storicamente radicata. E’ questa la fotografia dell’Istat presentata questa mattina ad AgrieTour, il Salone nazionale dell’agriturismo in corso al Centro affari di Arezzo fino a domenica.

Secondo l’Istat è proprio in Toscana che si trova anche il maggior numero di aziende con ristorazione, 994 (+2,1%) e quelle che offrono attività quali equitazione, escursionismo, osservazioni naturalistiche, trekking, mountain bike, corsi, sport (2.648 unità). Interessante anche il dato secondo il quale è sempre la Toscana ad aggiudicarsi il primo posto nelle “quote rosa” dell'agriturismo: sono 1.645 le strutture gestite da donne, il 25,5 % del totale nazionale.

Una fotografia decisamente positiva quella dell'agriturismo italiano presentata ad Agrietour dall’Istat che ha riguardato i dati dell'anno 2008. E' stato infatti registrato un incremento nel numero delle aziende agricole autorizzate all'esercizio dell'agriturismo: dalle 17.720 strutture del 2007 siamo passati alle 18.480 (un aumento di 760 unità pari al +4,3%).

In particolare si registrano aumenti del 3,5% (512 unità) per le autorizzazioni all’alloggio, del 4,8% (412 unità) per quelle di ristorazione, del 2,5% (80 unità) per quelle di degustazione e del 6,6% (639 unità) per le altre attività (equitazione, escursionismo, osservazioni naturalistiche, trekking, mountain bike, corsi, sport, varie).

Il 44,9% delle aziende agrituristiche si trova nel Nord del Paese, il 35,2% nel Centro e il restante 19,9% nel Mezzogiorno. In particolare, nelle regioni settentrionali e nel Mezzogiorno si concentra la percentuale più alta delle aziende con ristorazione (rispettivamente il 44,2% e il 31,4% del totale), mentre nell’Italia centrale è presente il 59,1% degli agriturismi con degustazione.

Si conferma una presenza femminile significativa nella conduzione delle aziende agrituristiche, con una quota pari al 34,9% (6.441 unità). Nel corso del 2008 sono 1.193 le nuove aziende autorizzate all’attività agrituristica e 433 quelle cessate; rispetto al 2007, si registra una diminuzione sia delle nuove autorizzazioni (-457 unità) sia delle cessazioni (-262 unità).

Per quanto riguarda il decennio 1998-2008 le aziende agrituristiche sono aumentate complessivamente del 90,2% (passando da 9.718 a 18.480 unità). Per quanto riguarda le diverse tipologie di attività , gli alloggi aumentano del 90,9% (da 8.034 a 15.334 unità), i ristori dell’89% (da 4.724 a 8.928 unità), mentre le aziende con degustazione e quelle con altre attività agrituristiche sono cresciute ad un ritmo ancora più sostenuto, pari rispettivamente a +195,8% e a +153,3%.

Fra le altre attività, l’escursionismo è aumentato del 65,9% e l’equitazione del 27,5%. Tali dinamiche fanno sì che, nel 2008, l’alloggio e la ristorazione costituiscono le principali attività agrituristiche, spesso arricchite dalla degustazione e da altre attività.

Prosegue ancora oggi, sabato 14 novembre, l’ottava edizione del Salone nazionale dell’agriturismo. Il programma odierno prevede un appuntamento con l’Osservatorio nazionale dell’Agriturismo che presenta “Lo stato dell’agriturismo in Italia attraverso la statistica e le ricerche dell’Osservatorio” (Sala Chimera – ore 10.30). In questa occasione l’Ismea presenterà importanti dati sul tipo di domanda presente in Italia. Alle ore 15,00 in Sala Chimera il WWF promuove un convegno dal titolo “La multifunzionalità dell’impresa agricola per la biodiversità ed il paesaggio”.



Fonte: AgrieTour

sabato 14 novembre 2009

Istat, agriturismo in crescita (+4,3%): più cibo, alloggi e gite

L’Istat ha diffuso i principali risultati della rilevazione statistica sull’agriturismo riferiti al 31 dicembre 2008. L’agriturismo rappresenta, per definizione, l’offerta di ospitalità da parte di un’azienda agricola che ha ottenuto apposita autorizzazione comunale e ha adeguato le proprie strutture aziendali per svolgere tale attività. Nel 2008 le aziende agricole autorizzate all’esercizio dell’agriturismo sono 18.480, con un incremento di 760 unità (+4,3 per cento) rispetto all’anno precedente. Oltre la metà delle aziende è localizzato in collina (51,4 per cento), più di un terzo in montagna (34,4 per cento) - il che, osserva l’Istat, contribuisce al mantenimento e allo sviluppo sia degli insediamenti sia dell’attività agricola in zone spesso svantaggiate - ed appena il 14,2 per cento in pianura. Il 44,9 per cento delle aziende agrituristiche si trova nel Nord del Paese, il 35,2 per cento nel Centro e il restante 19,9 per cento nel Mezzogiorno. In particolare, nelle regioni settentrionali e nel Mezzogiorno si concentra la percentuale più alta delle aziende con ristorazione (rispettivamente il 44,2 per cento e il 31,4 per cento del totale), mentre nell’Italia centrale è presente il 59,1 per cento degli agriturismi con degustazione. Complessivamente, si riscontra una presenza agrituristica capillarmente diffusa e storicamente radicata in Toscana e in Alto Adige, dove sono localizzate, rispettivamente, 4.061 e 2.921 aziende.

L’attività agrituristica presenta dimensioni significative anche in Veneto, Lombardia, Umbria (con oltre mille aziende), Piemonte, Emilia Romagna, Campania, Marche e Sardegna (con oltre 700 aziende). Si conferma una presenza femminile significativa nella conduzione delle aziende agrituristiche, con una quota pari al 34,9 per cento (6.441 unità) In particolare, in Toscana le donne gestiscono 1.645 agriturismi (25,5 per cento del totale nazionale). Nel corso del 2008 sono 1.193 le nuove aziende autorizzate all’attività agrituristica e 433 quelle cessate; rispetto al 2007, si registra una diminuzione sia delle nuove autorizzazioni (-457 unità) sia delle cessazioni (-262 unità). Dinamica del settore agrituristico. In dieci anni, tra il 1998 e il 2008, le aziende agrituristiche sono aumentate complessivamente del 90,2 per cento (passando da 9.718 a 18.480 unità). Fra le altre attività, l’escursionismo è aumentato del 65,9 per cento e l’equitazione del 27,5 per cento. Tali dinamiche fanno sì che, nel 2008, l’alloggio e la ristorazione costituiscono le principali attività agrituristiche, spesso arricchite dalla degustazione e da altre attività. L’agriturismo si conferma come una realtà tipicamente italiana, diversa dal turismo rurale diffuso negli altri Paesi europei. Peraltro, lo stretto legame fra l’attività agrituristica e la gestione complessiva delle aziende agricole qualifica il settore come una risorsa fondamentale della realtà agricola del Paese.

Aziende agrituristiche autorizzate all’alloggio. Nel 2008 la ricettività autorizzata degli agriturismi continua a crescere sia per il numero di aziende ospitanti, sia per i posti letto e per le piazzole di sosta messi a disposizione dei clienti. Complessivamente, le aziende autorizzate all’alloggio sono 15.334 (83 per cento del totale nazionale degli agriturismi), i posti letto autorizzati 189.013 (+5 per cento rispetto al 2007) e le piazzole per l’agricampeggio 7.320 (+3,8 per cento). Il Centro-Sud si conferma asse dell’ospitalità agrituristica, con il 60,7 per cento del totale nazionale degli alloggi autorizzati e il 65,2 per cento dei posti letto. In base alla tipologia di alloggio prevalente si possono distinguere talune specializzazioni regionali: nel Trentino-Alto Adige è largamente diffuso il solo pernottamento (2.010 unità, pari al 70,4 per cento del totale regionale), in Toscana circa un quarto delle aziende offre anche la prima colazione (1.001 unità, pari al 24,9 per cento), in Sardegna prevale la mezza pensione (397 unità, pari al 69 per cento), mentre la pensione completa è più rappresentata in Campania (480 alloggi, pari al 78,9 per cento)

Ristorazione agrituristica. Nel 2008 le aziende autorizzate alla ristorazione sono 8.928 (48,3 per cento del totale degli agriturismi). La crescita di questa tipologia di struttura rispetto al 2007 riguarda tutte le ripartizioni: Centro (+6,6 per cento), Nord (+4,3 per cento) e (+4,2 per cento). In linea con quanto registrato per l’alloggio, la ristorazione, pur in aumento in tutte le regioni settentrionali, è maggiormente presente in quelle centro-meridionali dove è localizzato il 55,8 per cento delle aziende ristoratrici. La sola ristorazione è più diffusa in Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Sardegna ove è ubicato ben il 72,7 per cento delle aziende autorizzate unicamente alla ristorazione; viceversa, tale tipologia risulta del tutto assente in Valle d’Aosta, Toscana, Umbria, Marche e Puglia.

Aziende agrituristiche autorizzate alla degustazione. La degustazione consiste nell’assaggio di prodotti agricoli e agroalimentari che non assume le caratteristiche proprie di un pasto o spuntino. Essa rappresenta un arricchimento dell’offerta aziendale che si inserisce nel circuito di ristorazione-alloggio mediante il consumo in loco di prodotti agricoli e agroalimentari di origine aziendale. L’autorizzazione alla degustazione non è prevista nella provincia di Bolzano, in Liguria, Emilia Romagna e Sardegna. Le aziende espressamente autorizzate alla degustazione sono 3.304, pari al 17,9 per cento degli agriturismi in complesso: al Nord e nel Mezzogiorno le aziende registrano aumenti rispettivamente del 10,1 per cento e del 2,9 per cento; al Centro si osserva, invece, una lieve contrazione (-0,6 per cento).

Altre attività agrituristiche. Le aziende autorizzate all’esercizio di altre attività agrituristiche (equitazione, escursionismo, osservazioni naturalistiche, trekking, mountain bike, corsi, sport e varie) sono 10.354, pari al 56 per cento degli agriturismi nazionali; tale risultato deriva principalmente dall’incremento registrato nelle regioni settentrionali (+13,4 per cento rispetto al 2007). L’escursionismo e l’impiego di mountain-bike sono praticati, rispettivamente, in 3.140 e 2.398 aziende. Nelle altre attività agrituristiche rientrano anche il trekking, l’equitazione e i corsi che riguardano, rispettivamente, 1.657, 1.615 e 1.407 unità; più limitata, invece, l’offerta di osservazioni naturalistiche che interessa soltanto 607 agriturismi.
FONTE: http://www.ilvelino.it

mercoledì 26 agosto 2009

Nuove tendenze: così giovani e famiglie riscoprono le terme

Più giovani, più rilassanti, più economiche. Per trovare rifugio allo stress della città, curare quel fastidioso dolore alla schiena, dire basta con le sigarette una volta per tutte e ricominciare a dare "respiro" a bronchi e polmoni inquinati. Le terme sono una scoperta per le nuove generazioni: coppie giovani e famiglie le scelgono sempre più per una full-immersion nel benessere delle acque curative, ma anche come "campo-base" per esplorare il territorio che le circonda, dal mare alla montagna.Da nord a sud, l`offerta del sistema termale italiano si conferma la più ricca d`Europa. Così da Sirmione si parte alla volta dei laghi, da Abano per le città d`arte e le escursioni sui Colli Euganei, da Saturnia per i panorami selvaggi della maremma. Ad Ischia cure e massaggi si alternano ai bagni in calette deliziose, a Santa Cesarea ci si può immergere nei sapori e nell`ospitalità del Salento, attirati da numerosi eventi, molti dei quali gratuiti.Chi pensa che le terme siano care deve infatti ricredersi. "Complice la crisi, le aziende hanno applicato tariffe più basse, offrendo pacchetti e proposte per le famiglie che hanno allargato la platea dei turisti", spiega a Salute24 il presidente di Federterme Costanzo Jannotti Pecci. E il settore termale alla fine è quello che ha risentito meno di altri. "Altri comparti hanno scontato cali a due cifre, le aziende termali nei primi mesi dell`anno hanno registrato una diminuzione di presenze del 5%, con segnali di recupero". Anche se i bilanci si faranno più in là, "dato che settembre e ottobre - continua Jannotti Pecci - sono mesi tradizionalmente importanti per le terme". Come importanti sono i numeri: il sistema termale dà lavoro a circa 16 mila addetti, che salgono a 60 mila con l`indotto, per un giro d`affari complessivodi 4 miliardi.Le parole d`ordine sono tre: cura, prevenzione e riabilitazione. "Il nostro messaggio si sta rafforzando - ricorda il presidente di Federterme - il termalismo ha una tradizione che poggia su solide basi medico-scientifiche. Altro sono i centri benessere che possono sorgere ovunque". Un`offerta che soddisfa tutta la famiglia. "Si va dalle cure per le affezioni delle vie respiratorie che possono interessare i bambini, ai trattamenti contro le dermatiti e le malattie della pelle per giovani e adulti, alle terapie riabilitative per i disturbi osteoarticolari più frequenti nella terza età, ma non solo", ricorda il presidente.Ci sono zone in cui il binomio terme e territorio diventa un valore aggiunto. Accade nel Salento, dove i flussi turistici vanno a gonfie vele. "Nei primi mesi dell`anno abbiamo avuto un incremento delle presenze del 10% e siamo reduci da un agosto da tutto esaurito nelle nostre strutture", dice Stefania Mandurino, commissario dell`Azienda Promozione Turistica di Lecce.Anche qui si fa strada l`idea di una vacanza low-cost. "I nostri imprenditori hanno applicato una politica dei prezzi elastica per fronteggiare la crisi che sta premiando e attira molti giovani". Il successo si deve anche ad una formula che offre benessere e occasioni di svago molto spesso gratuite. "La nostra idea di turismo - contina Mandurino - è in una rete di opportunità a disposizione del turista resa possibile quando si mettono insieme enti locali, Regione, associazioni culturali e di categoria e imprenditori".
In questo contesto si inserisce Terme Aperte, il prossimo 29 agosto. Le porte degli stabilimenti Palazzo e Gattulla e del Centro Benessere "Linea Blu" della località salentina si apriranno a visite guidate. E ancora escursioni in motonave alle grotte termali Fetida, Solfurea, Gattulla e Solforaca e un convegno su "termalismo e territorio" nel 90° dalla nascita di Federterme. "Terme aperte farà scoprire la ricchezza delle acque anche chi è in Salento per un altro tipo di vacanza e, chissà - spera Mandurino - l`anno prossimo potrebbe scegliere di trascorrervi un periodo di riposo e cura". E la vacanza non finisce nelle terme. "Terme aperte si inserisce nel progetto `Città aperte` che prevede passeggiate in borghi caratteristici, escursioni in località meno conosciute, degustazioni di prodotti tipici, visite a manifatture artigianali, alle masserie didattiche, agli ecomusei, mentre con `Salento nel parco` si può andare alla scoperta del territorio a bici, a piedi o a cavallo". Dalle acque al verde, il passo è breve.
http://salute24.ilsole24ore.com

sabato 22 agosto 2009

Analisi sul mercato agrituristico nel periodo di ferragosto

Agriturismo: per ferragosto prenotazioni all’ultimo minuto e soggiorni sempre più brevi
Secondo Agriturist (Confagricoltura), la crisi morde anche le vacanze in fattoria: calano pernottamenti, ristorazione e stranieri. Redditi delle imprese in sofferenza.
Le prenotazioni dell’ultimo minuto – secondo le stime di Agriturist (Confagricoltura) – confortano solo in parte gli operatori dell’agriturismo: nel periodo di Ferragosto gli ospiti “in fattoria” saranno 185 mila a fronte di una disponibilità di 198 mila posti letto; e faranno soggiorni brevi, in media di 4,7 giorni, contro i 4,9 giorni dello stesso periodo dello scorso anno, anche perchè mancherà all’appello un 7% di visitatori stranieri, quelli che si fermano più a lungo. In flessione anche l’ agricampeggio (- 5%) e la ristorazione agrituristica (- 10%).
“L’andamento della prima parte del mese e delle prenotazioni per il Ferragosto – dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist – ci inducono a ridimensionare le nostre, pur prudenti, previsioni per il mese di agosto: gli arrivi saranno circa 750 mila e le presenze non andranno oltre i 3,4 milioni”.
L’analisi di Agriturist mette anche in evidenza che il numero complessivo di ospiti dell’agriturismo, in agosto, è rimasto invariato dal 2007, nonostante la crisi economica, mentre l’offerta è cresciuta, in due anni, almeno del 10%. Ciò sta determinando una costante erosione dei redditi delle imprese, aggravata dall’aumento dei costi di gestione e dal crescente ricorso ad offerte last minute per incoraggiare la domanda.
A chi fa notare la distanza fra le previsioni di Agriturist e quelle, decisamente più rosee, di altre fonti, il presidente di Agriturist risponde così: “Non è la prima volta che sull’agriturismo circolano cifre fantasiose ed iperboliche. Ormai ci siamo abituati… Si fa confusione fra agriturismo e turismo in campagna, fra arrivi e presenze, contraddicendo il giorno dopo la previsione del giorno prima”.
Esaminando le visite al portale internet http://www.agriturist.it/ , l’Associazione agrituristica di Confagricoltura delinea, nell’ordine, le principali richieste degli appassionati che trascorreranno il Ferragosto in fattoria: il relax e il fresco di una piscina nel verde, un prezzo contenuto, la vicinanza del mare, passeggiate a cavallo, feste e sagre popolari per meglio partecipare alla cultura del territorio, prodotti tipici e ristorazione tradizionale. Notevole anche la ricerca di ristoranti che cucinano senza glutine per ospiti affetti da celiachia, e di agriturismi dove siano accettati i cani (oltre il 70% di quelli associati ad Agriturist). In crescendo la domanda di una ospitalità di alto livello.
La ricerca per area geografica vede al primo posto la Toscana, seguita da Campania, Lazio e Lombardia. Fra le province, la più richiesta è Grosseto (Maremma), seguita da Siena (Chianti), La Spezia (Cinque Terre) e Perugia.