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venerdì 28 agosto 2009

Per il turismo online prospettive rosee

Secondo Databank la crisi può rappresentare una leva di sviluppo“Le prospettive, anche a breve, per il settore del turismo online sono ampiamente positive”. Così decreta Databank, precisando però che “ci si attende un rallentamento del tasso di crescita per effetto di un mercato turistico in stagnazione”. Alla base delle rosee previsioni, la convinzione che “proprio la crisi economico-finanziaria può rappresentare un’ulteriore opportunità di sviluppo per il settore”. L’analisi di Databank rileva 40 imprese impegnate nel settore, per 600 addetti e con un numero di addetti per impresa pari a 15. Le prime quattro aziende hanno una quota di mercato del 49,1% e i primi 8 gruppi arrivano a detenere uno share del 71,7%. FONTE: http://www.geoviaggi.net

domenica 23 agosto 2009

Il turismo resiste a crisi:presenze -2,3% ma fatturato -15%

Nell’estate del 2009 il tanto paventato crollo del turismo in Italia non c’è stato: il settore ha confermato una sostanziale tenuta limitando il calo a un meno 2,3% almeno per quanto riguarda partenze e presenze. Le ombre, invece, si allungano sul giro d’affari: mediamente il fatturato è calato del 15-18% rispetto al 2008 con una spesa pro capite tra gli 860 e i 725 euro, a danno soprattutto di alberghi e tour operator. A pagarne le spese saranno i lavoratori: il 7% dei posti di lavoro risulta a rischio dopo il boom di assunzioni degli anni scorsi (oltre 150.000 unità in più rispetto al 2006).Ad anticipare l’andamento della stagione turistica è il Cescat di Assoedilizia, in collaborazione con l’Associazione Italiana Amici dei Grandi Alberghi.L’estate 2009, che vede Sicilia, Emilia-Romagna, Puglia e Liguria del Levante tra le prime della classe, è stata caratterizzata dal mantenimento di una tendenza in atto da anni: aumento delle vacanze brevi (fino a 3 notti, 49%) che già dallo scorso anno hanno percentualmente superato le vacanze lunghe oltre 7 notti (44%) mentre quelle molto lunghe (oltre 22 notti) sono state il 7%. Sempre più frequentemente sono i parenti o gli amici (33%) a ospitare i vacanzieri, uno su tre invece va in albergo (29%). Il resto si dividono tra campeggi, agriturismi e simili (14%), seconde case di proprietà (13%), camere e abitazioni d’affitto (11%). L’automobile resta per due vacanzieri su tre oltre il mezzo preferito per spostarsi con il 17% di chi ha scelto l’aereo e il 14% il treno.Il mare resta in cima alle preferenze degli italiani che lo hanno scelto nel 64% dei casi, seguito da montagna (15%), città d’arte (12%), laghi, campagna, terme 9% (in flessione). Preferite le coste tradizionali - Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Veneto - cui si aggiunge prepotentemente la Puglia con incrementi anche di oltre il doppio, rispetto allo scorso anno, in talune località.In flessione la Campania e le isole del golfo, resistono Sicilia e Sardegna. Per la Lombardia, discorso a parte: si colloca ai primi posti della classifica su base annua ma per il turismo d’affari, che pure ha ceduto oltre il 10%, pur mantenendo inalterata l’attrattività per quanto riguarda alcune zone dei laghi e dei monti.In calo (-5%) le vacanze all’estero, dove le mete preferiterestano Francia, Spagna, Croazia, Grecia. Si ridisegna invece lageografia di provenienza degli stranieri in Italia: alladiminuzione di Giapponesi, americani, russi, inglesi e deicittadini dei Paesi dell’Est Europa con percentuali che vannodall’11 al 20%, si contrappongono gli arrivi di austriaci etedeschi (più 17%). “Se l’Italia vuole mantenere o migliorare lapropria posizione internazionale scesa dal 1970 ad oggi dal primo al quinto posto nella classifica mondiale - afferma il presidente di Amici dei Grandi Alberghi, Achille Colombo Clerici - occorre un deciso cambiamento di strategia, a cominciare da incentivi pubblici, come hanno già fatto i governi di Francia, Spagna, Grecia, Croazia e di altri Paesi. Seguono l’integrazione della politica per il turismo con quelle dei trasporti, dei beniculturali e dell’ambiente: nonché un coordinamento unico chesuperi la frammentazione di competenze tra Regioni e una miriadedi strutture di promozione locale”.
di APCOM