giovedì 10 settembre 2009

BTO 2 - I maggiori esperti mondiali del Turismo online a Firenze

Ci saranno tutti il 16 e 17 novembre a Firenze: da nomi noti come Yahoo, Google, Expedia, Tripadvisor e Travelzoo, fino agli emergenti che fanno dell’innovazione e della ricerca di nuovi modelli di business il loro obiettivo.BTO - Buy Tourism on line - sarà anche l’occasione per conoscere da vicino i programmi del nuovissimo Bing Travel di Microsoft ed esaminare i futuri scenari del web sul turismo, attraverso i dati forniti da eccellenze come Eye for Travel e Surrey University. Due giorni dedicati a conferenze, incontri formativi, momenti di confronto e di scambio tra operatori turistici e fornitori di tecnologia in grado di potenziare la capacità del singolo hotel, del singolo business e di espanderne l’ambito a livello globale.Ecco l’obiettivo che si pone BTO 2009, come ha spiegato Giancarlo Carniani, il Coordinatore di BTO: «Realizzare un momento di incontro e di confronto, nel quale il focus sono la formazione, l’informazione e il dibattito sugli scenari futuri e sull’impatto che le nuove tecnologie e i nuovi modelli di business stanno avendo sul settore». E aggiunge Paolo Cocchi, assessore al turismo, cultura e commercio della Regione Toscana, «Dopo il grande successo della prima edizione di BTO, la Regione, che crede fortemente in questo progetto, scommette sulla seconda. Insieme a Toscana Promozione e Camera di commercio di Firenze, contribuirà infatti alla promozione dell’evento con un investimento di circa 100 mila euro in online e offline marketing per massimizzare la visibilità e la partecipazione alla manifestazione».

mercoledì 9 settembre 2009

Arezzo, alla ricerca dei turisti perduti

La provincia di Arezzo sta perdendo il turismo organizzato: sono sempre di meno i gruppi che scelgono il nostro territorio come meta dei loro viaggi. Se ne sono accorti alberghi, ristoranti e bar. Adesso arriva la conferma delle guide turistiche aretine, preoccupate per il crollo vertiginoso del lavoro."Si prospetta una stagione durissima - dice la presidente del Centro Guide di Arezzo e provincia Adina Persano - abbiamo pochissime prenotazioni, mentre fioccano le disdette delle agenzie di viaggio che non riescono a costituire i gruppi. In città basta osservare i parcheggi fuori dalle mura: i pullman si contano sulle dita della mano anche nei giorni festivi e nel fine settimana"."Il discorso vale anche per altre mete gettonate della zona - prosegue la Persano - , come la Valtiberina dei percorsi pierfrancescani o il Casentino dei percorsi religiosi, dove i gruppi non sembrano essere più attratti da luoghi come La Verna o Camaldoli. A Cortona, una delle città più richieste, lavoriamo con qualche piccolo gruppo di stranieri, da due a dieci persone al massimo, ma ad ottobre spariranno anche quelli". Secondo la Persano, che evidenzia una contrazione del lavoro del 50% rispetto allo stesso periodo del 2008, tra le cause del fenomeno c'è senza dubbio la crisi economica: "per ridurre all'osso i prezzi dei pacchetti molte agenzie di viaggio tagliano spese all'apparenza accessorie come quelle per una guida, oltre a limare all'infinito i costi di albergo e ristorante - spiega - a questo si aggiunge che anche viaggiatori 'forti' come le associazioni culturali o i dopo-lavoro aziendali, abituati a muoversi nel fine settimana durante tutto l'anno, hanno ridotto l'attività a poche uscite, meglio se legate ad eventi straordinari come le mostre d'arte. Così, in questi mesi in cui Arezzo ha poco da proporre, nessuno la sceglie come meta".Da qui, parte l'appello delle guide locali. "Dobbiamo correre subito ai ripari, operatori e istituzioni insieme, se non vogliamo perdere una fetta di mercato importante per la nostra economia: sono i gruppi turistici che alzano i numeri e fatturati di alberghi e ristoranti e, direttamente o indirettamente, portano ricchezza a tutte le attività economiche locali".Le guide turistiche autorizzate in provincia di Arezzo sono ad oggi 45, alle quali ogni anno si aggiungono le nuove abilitate dalla Legge Bersani. "Il mercato è più che saturo, tanto che nessuno di noi svolge questa professione come unica attività perché non riuscirebbe a sbarcare il lunario - sottolineano dal Centro Guide - oltre all'attuale riduzione del lavoro, che sta toccando anche le colleghe di Firenze e Siena, ad Arezzo combattiamo da sempre con un abusivismo fortissimo e siamo poco tutelate. Peccato che in una regione così bella e vocata al turismo come la Toscana certe professioni turistiche siano considerate perfino dai legislatori come un passatempo per giovani in attesa di un lavoro serio". Tra le ricette acchiappa-turisti, il Centro Guide evidenzia l'importanza della promozione. "non servono investimenti enormi, ma piuttosto ben programmati e unitari, non frammentati. Si potrebbe iniziare dalle aree limitrofe alla nostra provincia per smuovere le cose: figurarsi che ancora molti nostri corregionali credono che Arezzo non abbia un centro storico!". Poi, c'è il capitolo dei grandi eventi: "il mercato del turismo cambia a ritmi vertiginosi, ha bisogno di novità continue. Speriamo di non perdere l'opportunità offerta dalle celebrazioni vasariane nel 2011. Ma fino ad allora - conclude la presidente - dovremo stringere i denti".
FONTE: http://www.arezzoweb.it

martedì 8 settembre 2009

LUCCA: PER FORBES SECONDO POSTO MIGLIORE CITTA’ PER VIVERE

Lucca si piazza al secondo posto nella classifica “del posto piu’ idilliaco dove vivere” secondo la prestigiosa rivista Forbes. Il giornale economico, famoso per stilare ogni anno anche la classifica delle persone piu’ ricche del mondo, ha pubblicato il 3 settembre un articolo dal titolo: “Europe’s most idyllic place to live” (Il posto piu’ idilliaco dove vivere in Europa), notizia rimbalzata in Italia dal sito www.newseconomia.com. Il giornale di economia ha chiesto ad un gruppo di esperti nei settori del viaggio di scegliere cinque citta’ dove avrebbero preso la residenza, luoghi incontaminati, tranquilli, dove il turismo di massa non fosse ancora arrivato. Gillian Pearsall, marketing manager di Intrepid Travel non ha avuti dubbi: “Lucca - spiega - ha tutto il fascino della Toscana e la bellezza della sue vicine Pisa e Firenze, ma senza la folla di turisti tipica delle due citta’”. Il sindaco Mauro Favilla ha espresso la massima soddisfazione: “Una simile pubblicita’ e’ senza precedenti per Lucca - ha sottolineato il primo cittadino - soprattutto perche’ Forbes e’ un giornale letto in tutto il mondo e ha una reputazione altissima nel mondo della finanza. I suoi lettori sono economisti, legali, magnati, industriali e tutti leggeranno della meraviglia che desta la nostra citta’. Sicuramente e’ una promozione per il turismo di altissima qualita’. Come amministrazione ci sentiamo rafforzati nel proseguire nelle molte iniziative di riqualificazione che stiamo portando avanti, che vedono il recupero delle piazze e dei monumenti cittadini”. Fra i pregi: la bellezza della citta’ perfettamente conservata con i sui monumenti storici e architettonici, le strade lastricate a pietra, la posizione centrale nel cuore della Toscana, a un ora dal mare e dalla montagna dove sciare e vicina alle altre citta’ come Firenze. Una segnalazione anche per i bei negozi e boutiques dove comprare “italian style”. Gli esperti di Forbes nella loro ricerca sconsigliano a chi volesse comprar casa, per venire in pensione, a Lucca di prenderla dai tanti inglesi che la comprarono negli anni 70 ed 80 ed ora sono pronti a ricavarne molto di piu’. “Meglio prenderla da qualche lucchese che l’ha avuta in eredita’”. Al primo posto gli esperti hanno scelto Patmos, piccola isola greca dell’ Egeo famosa per essere stata menzionata nell’Apocalise, 2700 abitanti per 34 chilometri quadri. Patricia Schultz, l’ha inserita nel libro “i mille posti da vedere prima di morire”. Al terzo posto c’e’ Saignon un piccolo paese del sud della Francia in Provenza dalle case colorate piene di fiori. (AGI)

Turismo, ad agosto primi segni di ripresa

"Finalmente, dopo sette mesi di dati negativi, agosto ha fatto registrare per il comparto alberghiero un primo timido segnale di ripresa, che tuttavia non ci può far dire di essere usciti dal tunnel". È questo il commento del Presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, alla lettura dei risultati di una indagine svolta dalla Federazione dall'1 al 6 settembre, intervistando con metodologia internet 880 imprese ricettive, equamente distribuite sull'intero territorio nazionale e rappresentative per classificazione di stelle. "I dati consolidati da gennaio ad agosto, infatti, -aggiunge Bocca- registrano un eloquente -5,1% di presenze alberghiere tra italiani e stranieri e, cosa ancor più grave, un -5,1% di lavoratori occupati, che ha comportato e continuerà a comportare per i prossimi mesi squilibri nel livello qualitativo delle imprese ricettive, vessate peraltro da una drastica riduzione dei fatturati".Nello specifico, il mese di agosto ha fatto segnare finora la migliore perfomance dall'inizio dell'anno, con un +2,3% di pernottamenti tra italiani e stranieri. "Pur non avendo ancora i dati scomposti -prosegue Bocca- sappiamo per certo che il merito della crescita di presenze è determinato dalla clientela italiana, che ha concentrato quest'anno più che mai le ferie nel mese di agosto, scegliendo soprattutto l'Italia".Sempre ad agosto, però, il numero di lavoratori occupati ha fatto registrare un -2,4% (di cui -2,3% di lavoratori a tempo indeterminato ed il -2,5% di lavoratori a tempo determinato). Queste cifre fanno seguito ai risultati dei mesi precedenti che hanno inanellato nell'ordine: gennaio -7% di presenze (ed il -4,5% di lavoratori occupati), febbraio -10% di presenze (ed il -6% di lavoratori occupati), marzo -14,6% di presenze (ed il -8,6% di lavoratori occupati), aprile -3% di presenze (ed il -6,5% di lavoratori occupati), maggio -7% di presenze (ed il -2% di lavoratori occupati), giugno -10,6% di presenze (ed il -5,8% di lavoratori occupati), luglio -3,4% di presenze (ed il -5,2% di lavoratori occupati).In ragione di tali ultimi dati, le percentuali consolidate dall'inizio dell'anno indicano per le presenze alberghiere (italiani e stranieri) un calo da gennaio ad agosto del 5,1% ed un calo dell'occupazione sempre da gennaio ad agosto del 5,1% (di cui -4,5% lavoratori a tempo indeterminato e -6,1% lavoratori a tempo determinato). "A questo punto -conclude Bocca- è indispensabile un atto di coraggio politico che porti l'Esecutivo a prendere seriamente in esame un allineamento dell'Iva ai livelli di Francia e Spagna (rispettivamente al 5,5% ed al 7%) e, per frenare l'emorragia di lavoratori, occorre almeno l'estensione del cuneo fiscale per i lavoratori a tempo determinato, affiancato da ulteriori misure volte a ridurre il costo del lavoro in generale".
FONTE: Repubblica.it

lunedì 7 settembre 2009

Vacanze 2009, boom dei bidoni via Internet

Come sono le vacanze degli italiani in tempo di crisi? I problemi si moltiplicano, perché i soldi scarseggiano (e questa, purtroppo, non è una grande sorpresa) ma anche perché le ragioni di protesta dei turisti crescono del 7% rispetto a un anno fa. Chi viaggia percepisce (in media) una maggiore sciatteria nell’offerta, che magari è figlia, a sua volta, dell’affanno degli operatori turistici ai vari livelli, alle prese con ritardi di pagamento, ordini cancellati e pure fallimenti di compagnie aeree (ultimo caso la Sky Europe). Come dire: il cane si morde la coda, se nel sistema delle vacanze gira meno denaro peggiorano anche i servizi. In alternativa l’incremento delle arrabbiature può essere dovuto a un’offerta più aggressiva di vacanze a prezzi ridotti, a cui però corrispondono delle grandi delusioni. Questo è un buon momento per fare il punto, perché la gran parte della stagione turistica è alle spalle ma ci sono ancora 9 milioni di italiani che stanno godendo adesso o godranno le loro vacanze nel mese di settembre, quindi il consuntivo di quanto è successo non equivale solo a un «chi ha avuto ha avuto», è ancora possibile trarre lezioni in corso d’opera e (magari) dare qualche buon consiglio. L’associazione di consumatori Telefono Blu/Sos del Viaggiatore (telefono nazionale 199.44.33.78, più altri numeri rintracciabili nei siti Internet telefonoblu.it e sosviaggiatore.com) dal 1° giugno al 27 agosto ha ricevuto al web e ai telefoni 24 mila 500 segnalazioni che hanno coinvolto 132 mila persone. In particolare, quasi 40 mila di questi turisti hanno subìto disguidi legati a pacchetti viaggio comprati online, soprattutto per vacanze all’estero (e fra loro, quasi 10 mila persone hanno scoperto di aver contattato agenzie fantasma capaci solo di intascare i soldi). Tredicimila segnalazioni hanno per bersaglio tour operator «low cost» che pur avendo una consistenza fisica hanno lasciato a casa i loro clienti. Ottomila proteste riguardano sovraprenotazioni di hotel, residence e case. Altre 33 mila viaggiatori hanno avuto problemi con aerei, navi, treni o autostrade. La casistica comprende voli annullati o non prenotati, orari saltati con lunghe attese, bagagli smarriti o in ritardo. Che cosa fare per difendersi? La casistica è così varia che conviene rinviare al siti di Telefono Blu (o di altre associazioni) ma il presidente dell’associazione, Pierre Orsoni, dà queste indicazioni sintetiche: «In caso di mancata partenza pretendete il doppio dell’importo. Conservate sempre il contratto di vendita del pacchetto turistico che avete sottoscritto. Conservare i biglietti di viaggio (aerei, treni eccetera). Conservare eventuali talloncini di consegna e trasporto bagagli in caso di smarrimento. Sul luogo di vacanza contestare subito alla direzione e al tour operator i disagi. Chiedete e documentate le testimonianze di altri. Fotografate e filmate i luoghi di vacanza con disagi (Telefono Blu raccoglie il materiale all’indirizzo e-mail telblu@tin.it). Conservate gli scontrini di spese aggiuntive. Una volta tornati a casa, ricordatevi di scrivere e spedire entro 10 giorni una raccomandata a chi vi ha venduto il viaggio, con tutte le contestazioni e le richieste di risarcimento, allegando le prove in copia. E nel caso in cui la controparte non accolga il reclamo, si ricorre al giudice di pace».
FONTE: http://www.lastampa.it

venerdì 4 settembre 2009

Neppure l'agriturismo si salva dalla crisi

La crisi colpisce anche la verde Toscana che, nel mese di agosto, ha registrato un calo sostanziale dell'agriturismo.A evidenziarlo è stato uno studio di Agriturist che ha messo a confronto i dati di agosto 2009 con quelli dello stesso periodo dell'anno precedente.Nonostante una buona tenuta della domanda interna, la regione toscana lascia sul campo un 12% di contatti con punte di -25% per i francesi e -15% per inglesi e tedeschi.Va meglio per la Sardegna dove, grazie alle preferenze accordate dal turismo straniero, nelle clasifiche delle preferenze complessive, è passata dal 10° all'8°.Ha tutte le ragioni per sorridere la Campania che sale al 2° posto nelle preferenze sia degli italiani che degli stranieri, risalendo dal 5° posto della scorsa estate.Avanzano, grazie agli stranieri (soprattutto tedeschi), anche Trentino Alto Adige (+50%), Friuli Venezia Giulia (+29%), Piemonte (+20%), ed Emilia Romagna (+17%).In controtendenza l'Abbruzzo con un calo del 35%, qui a pesare è stato il terremoto, in calo anche Puglia (-13%) e Calabria (-12%).Risultati sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, infine, sono stati rilevati da Agriturist per Lombardia, Liguria, Veneto, Lazio e Molise.
http://finanza.repubblica.it

Turismo: +13% prenotazioni online

ROMA, 3 SET - I consumi ristagnano, il turismo soffre meno, ma aumenta chi prenota su internet e sceglie mete piu' vicine. Lo rileva il portale di viaggi online Expedia che segna per il trimestre giugno-agosto un incremento del numero di transazioni del 13,2% rispetto allo stesso periodo del 2008. In cima alle destinazioni piu' scelte dagli utenti di Expedia.it c'e' l'Italia.
ANSA

giovedì 3 settembre 2009

Turismo: in Italia le imprese del settore crescono del 5,1% in un anno

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nell'ultimo anno le imprese turistiche in Italia sono aumentate del 5,1%. Il territorio ora conta 42.884 strutture ricettive. La regione piu' ricca di servizi e il Trentino Alto Adige, seguono Toscana ed Emilia Romagna. Sono i dati forniti dalla Camera di commercio di Milano. Il turismo sembra non temere la crisi, il trend e' in continua crescita. Nei primi tre mesi del 2009 le nuove iscritte del settore sono state 505. Si affermano bad&breakfast e campeggi, che con le loro offerte economicamente meno impegnative costituiscono piu' di una impresa turistica su quattro.

La Toscana tra dune (carenti), pinete (deperienti) e governo del territorio urbano costiero

Allo stato attuale delle conoscenze botaniche e selvicolturali, non è ancora stato chiarito se il pino domestico (Pinus pinea, cioè il comune pino dalla chioma "a ombrello", rintracciabile quasi in ogni località costiera toscana) è indigeno della nostra zona, o se sia stato introdotto sulla penisola nell'antichità da parte dell'uomo. Comunque, la Toscana pullula di pinete: al 1988 erano stimati, riporta G.Bernetti nel suo "Selvicoltura speciale", circa 7700 Ha, e comunque «l'esistenza di pinete litoranee era già documentata da catasti toscani del 1400», e «l'impianto di pinete costiere è stato attivo a partire dal ‘500, sempre contestuale al progredire delle bonifiche».
Ecco che, da quanto sopra scritto, si può capire come mai la Toscana si trovi, al giorno d'oggi, così fortemente caratterizzata dalla presenza di pinete sulla costa rispetto ad altre zone (ad esempio, le stime per il Lazio parlano di soli 2000-2500 Ha a pineta, e il dato per l'Italia in generale è stimato sui 20-30.000 Ha): essendo stata, la regione, fortemente caratterizzata da processi di bonifica almeno fino agli anni 30, ma anche successivamente, ecco che le pinete erano considerate tra i modi migliori di "fissare" il terreno dopo la bonifica.
Il problema è - come cita lo stesso Bernetti - che il pino, qualsiasi sia la sua zona di origine, comunque «ha fissato gran parte dei suoi caratteri in un clima diverso e affronta, oggi, il clima mediterraneo con adattamenti meno completi» rispetto ad altre specie dello stesso genere.
Il pino domestico, pur così diffuso, si trova quindi in un habitat sostanzialmente inadatto, in Toscana. A questo va aggiunto il fatto che la specie è particolarmente sensibile ai danni da aerosol marino, e infatti ogni pineta di Pinus pinea che si trova in buone condizioni di salute è situata in luoghi protetti dalle correnti salmastre, mentre quelle che si trovano esposte sono destinate a perire, anche per la citata inadeguatezza davanti al clima mediterraneo odierno e al fatto che, oltre che salmastro di per sé, l'aerosol marino è sempre più inquinato, e questo peggiora le cose.
La "protezione" dall'aerosol marino, per una pineta, può essere garantita in due modi: uno è la presenza di una fascia di protezione con altre specie più resistenti al salmastro (per esempio il pino marittimo, Pinus pinaster, o varie specie di latifoglie semi-arboree della macchia mediterranea), e l'altro è la presenza di dune, che sollevando il flusso della brezza marina lo sollevano e lo fanno ricadere, all'interno, al di là del soprassuolo a pineta. In assenza di questa fascia di protezione quindi, e considerando anche l'inadeguatezza territoriale citata per la specie, è da attendersi un progressivo, inesorabile decadimento del popolamento vegetale.
Ed è quello che, almeno secondo quanto riportato dal "Tirreno" di oggi, sta avvenendo alla pineta costiera di Follonica: nella località costiera, secondo quanto afferma il perito agrario ed esponente dei Verdi Edoardo Bertocci, «le dune sabbiose sono state asportate, e si sono costruite baracche e strade creando condizioni di disagio per i pini con danni irreversibili. A questi problemi di tipo ambientale va aggiunto che la maggior parte dei pini hanno raggiunto, se non oltrepassato, il secolo di vita», davanti a età massime che solitamente non superano i 130 anni.
E, a parte gli interventi che vengono giustamente suggeriti - ricostituzione della fertilità del suolo, ripiantumazione di una fascia di protezione, e in generale «riaffrontare e riprendere i lavori (di manutenzione) con modalità diverse da quelle del passato» - è significativo quanto infine viene raccomandato, e cioè la chiusura al pubblico delle parti di pineta in corso di rimboschimento.
Ecco quindi che, in conseguenza del fatto che alle pinete non è stata garantito un habitat artificiale adatto, i cittadini di Follonica (ma la questione investe molte località toscane) rischiano di ritrovarsi senza ampi pezzi della "loro" pineta finché, dopo decenni, gli esemplari piantati avranno attecchito e saranno cresciuti.
Come agire, quindi? Anzitutto, è ovvio che garantire la persistenza (o il ripristino) dei sistemi dunali costieri è soluzione praticabile in aree non urbane, e non è invece compatibile, nella maggior parte dei casi, in zone abitate anche per ovvie questioni legate alle esigenze del moderno turismo di massa e al suo indotto economico e occupazionale. Ciò non toglie che la ricostituzione di un sistema dunale sarebbe la soluzione più sicura per il problema-pinete.
In quei (molteplici) casi in cui la cosa non sia praticabile su ampia scala, invece, o in cui magari non si voglia risparmiare o ricostituire il sistema dunale/la fascia arborea di protezione, è necessario perlomeno evolvere la pianificazione urbanistica, viaria e delle attività turistiche verso una effettiva integrazione con quella del verde urbano e peri-urbano in modo tale da non trovarsi più davanti ad errori di questo genere. E' vero che solo negli ultimi anni si sono affacciate, nel dibattito sul verde urbano, soluzioni più integrate tra gli aspetti selvicolturali e quelli urbanistici, ma è anche vero che finora a questo proposito è stato fatto troppo poco, e per esempio il verde urbano è stato trattato più spesso come "manufatto" - al pari di una strada o di un ponte - che come "popolazione di organismi viventi, con le sue necessità ecologiche imprescindibili".
E invece la strada è un'altra: l'impianto di una pineta, o il proseguimento della sua persistenza in un qualsiasi luogo, deve necessariamente essere affrontato guardando anche alla pianificazione urbanistica. Dove c'è pineta, cioè, deve esserci anche una fascia di protezione arborea o dunale dalla parte del mare, mentre dove non si può (o non si vuole) mantenere la fascia arborea e/o dunale è più conveniente rinunciare alla pineta a pino domestico, e rivolgersi a specie più consone al luogo per quanto riguarda la dotazione di alberature urbane. Ma poiché, come è ovvio e risaputo, le pinete hanno una forte attrattività per residenti e turisti per motivi estetici, storici e soprattutto funzionali (gli aghi secchi e la cattiva qualità della lettiera di pino impediscono la formazione di un eccessivo sottobosco), allora riesce difficile pensare che le comunità risponderanno positivamente alla prospettiva di una scomparsa delle pinete. Ma è questo un evento che, in assenza di interventi più mirati e di evoluzioni del funzionamento della macchina amministrativa, è destinato a colpire progressivamente tutte le località costiere toscane, almeno quelle dove (e sono la stragrande maggioranza) il sistema dunale e/o la fascia arborea protettiva sono stati eliminati.
FONTE: http://www.greenreport.it/

martedì 1 settembre 2009

Estate 2009, in Italia crolla il turismo

Soltanto il 43,3% della popolazione è andato in vacanza: giù il fatturato

Solo il 43,3% degli italiani, pari a 26 milioni di cittadini, è andato in vacanza. E il fatturato delle aziende del turismo, da oltre 20 miliardi nel 2008, si attesterà attorno a 16,5 miliardi nel 2009, con una perdita secca di oltre 3,5 miliardi. Sono i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, resi noti da Adusbef e Federconsumatori, che tracciano un pre-consuntivo «disastroso» di come si sta concludendo la stagione turistica italiana. Quest’anno - rilevano le associazioni - ogni italiano, dai circa 900 euro spesi per la vacanza nel 2008, ha ridotto la propria spesa per tale voce di circa 200 euro, portandola a circa 700 euro. Il calo delle presenze complessivo tra italiani e stranieri si attesta attorno a un -7%. Inoltre, si confermano nuove tendenze e metodologie di approccio al consumo turistico. e prende sempre più piede la vacanza ’mordi e fuggì, la vacanza low cost e gli inviti presso amici per risparmiare. «Questa situazione, che smentisce le rosee previsioni fatte da Ministri e Sottosegretari - dicono le associazioni - dimostra ancora una volta che le famiglie italiane vivono una situazione di grave crisi». Secondo Adusbef e Federconsumatori sono «urgenti manovre a sostegno delle famiglie, a partire da una detassazione per il reddito fisso di lavoratori e pensionati di almeno 1200 euro annui, dalla restituzione del fiscal drag e da un’azione tesa alla riduzione di almeno il 15-20% dei prezzi. Inoltre è necessario un serio piano di promozione e rilancio del settore turistico».
FONTE: LA STAMPA