Torna a novembre e dicembre, dopo il grande successo della scorsa estate,''Aperitivo Mediceo. Assaggi di Toscana'', organizzata dalla Fondazione Terre Medicee a Seravezza (Lucca) e ideato dal giornalista e conduttore televisivo Fabrizio Diolaiuti. Si tratta di quattro appuntamenti ad ingresso libero che seguono la formula gia' collaudata dell'incontro del pubblico con un grande chef che racconta un piatto tipico e particolare della nostra regione. Mentre vengono cucinati i piatti Diolaiuti pone domande agli ospiti ed il pubblico puo' interagire chiedendo spiegazioni. Al termine si passa ai fatti con una degustazione gratuita fino ad esaurimento scorte.
Il primo appuntamento e' per sabato 5 novembre inizio alle ore 17.30 presso le Scuderie Granducali di Seravezza e il tema sara' ''Crostini toscani e birra''. Lo chef Franco Pardini (Ristorante Antico Uliveto Pozzi di Seravezza) mentre tra gli ospiti ci sono Fabio Norcia esperto in alimento terapia e Francesco Ciarrochi (direttore Coldiretti Lucca e Massa). Inoltre saranno presenti Francesco Mancini e Carlo Franceschini, titolari del Birrificio del Forte , che illustreranno le loro straordinarie birre e ''La Mancina'' quella che sara' degustata in abbinamento ai crostini.
giovedì 10 novembre 2011
'AgrieTour 2011
''AgrieTour si muove su due binari. - puntualizza Sereni - Da una parte rimane un appuntamento fondamentale per gli addetti ai lavori, dall'altro conferma la sua volonta' di aprirsi al grande pubblico. Non a caso abbiamo dedicato un intero padiglione ai piu' piccoli che, con l'iniziativa AgrieTour Bimbi, potranno divertirsi a giocare nelle fattorie didattiche mentre i piu' grandi, oltre a informarsi sulle tante strutture vacanziere presenti al Salone, potranno appassionarsi alle sfide del Campionato di Cucina Contadina''.
AgrieTour, patrocinato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dall'Enit, conta sulla partecipazione attiva della Regione Toscana, con l'Agenzia Toscana Promozione, la Camera di Commercio di Arezzo e le Categorie Agricole Nazionali Coldiretti, Cia e Confagricoltura.
AgrieTour, patrocinato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dall'Enit, conta sulla partecipazione attiva della Regione Toscana, con l'Agenzia Toscana Promozione, la Camera di Commercio di Arezzo e le Categorie Agricole Nazionali Coldiretti, Cia e Confagricoltura.
martedì 8 novembre 2011
TURISMO MONDIALE, UNWTO: IN PRIMI OTTO MESI 2011CRESCITA DEL 4,5%
Nei primi otto mesi del 2011 gli arrivi turistici internazionali sono cresciuto del 4.5% per un totale di 671 milioni, 29 milioni in più dello stesso periodo del 2010. E’ quanto rilevano i dati più... (ilVelino/AGV)
Turismo open air: in Toscana la ‘caravan valley’
Veneto sul podio, seguito a ruota da Toscana, Puglia ed Emilia Romagna. Sono le quattro regioni italiane dove il turismo “open air” – in tenda, camper e motorhome – va per la maggiore.
Il dato elaborato da Faita è stato presentato alla fiera “Sun” di Rimini, che ha ospitato e organizzato la terza edizione del “Camping & Village show” in collaborazione con l’associazione “Mondo del campeggio”.
L’intero comparto movimenta quattro milioni e mezzo di persone l’anno, molte anche dall’estero. Ma è in Toscana che si è sviluppata una vera e propria “caravan valley italiana”. Su poco più di 7 mila camper costruiti nel 2010 in Italia, circa 5 mila sono stati realizzati in territorio fiorentino.
«Inattaccabili su sicurezza e comfort, i camper italiani strizzano anche l’occhio alla moda e si misurano con i desideri dei diversi acquirenti. I tedeschi guardano la tecnologia, gli inglesi sono molto attenti alla zona living», spiega Gianni Picilli, presidente della Confederazione italiana dei campeggiatori.
Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, le strutture attive sono 127 per un totale di circa 100 mila posti letto. Nello specifico, 48 sono situate lungo i 120 chilometri di costa, che valgono da sole 80 mila posti letto. Tra i Lidi di Ravenna e Cervia si concentra la maggior parte di essi, con 19 strutture e 30 mila posti; seguono i Lidi di Comacchio, con 10 strutture e 20 mila letti.
Stando ai dati presentati a Rimini, l’estate 2011 ha registrato un incremento degli arrivi del 12% e un aumento delle presenze del 5%. Inoltre, la media degli stranieri ospiti nelle strutture ricettive open-air regionali è più alta di quella nazionale: 30-35% contro il 25% italiano. Tra i mercati principali, Germania (30%) e Olanda (20%), seguite da Francia, Austria e Danimarca.
Il dato elaborato da Faita è stato presentato alla fiera “Sun” di Rimini, che ha ospitato e organizzato la terza edizione del “Camping & Village show” in collaborazione con l’associazione “Mondo del campeggio”.
L’intero comparto movimenta quattro milioni e mezzo di persone l’anno, molte anche dall’estero. Ma è in Toscana che si è sviluppata una vera e propria “caravan valley italiana”. Su poco più di 7 mila camper costruiti nel 2010 in Italia, circa 5 mila sono stati realizzati in territorio fiorentino.
«Inattaccabili su sicurezza e comfort, i camper italiani strizzano anche l’occhio alla moda e si misurano con i desideri dei diversi acquirenti. I tedeschi guardano la tecnologia, gli inglesi sono molto attenti alla zona living», spiega Gianni Picilli, presidente della Confederazione italiana dei campeggiatori.
Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, le strutture attive sono 127 per un totale di circa 100 mila posti letto. Nello specifico, 48 sono situate lungo i 120 chilometri di costa, che valgono da sole 80 mila posti letto. Tra i Lidi di Ravenna e Cervia si concentra la maggior parte di essi, con 19 strutture e 30 mila posti; seguono i Lidi di Comacchio, con 10 strutture e 20 mila letti.
Stando ai dati presentati a Rimini, l’estate 2011 ha registrato un incremento degli arrivi del 12% e un aumento delle presenze del 5%. Inoltre, la media degli stranieri ospiti nelle strutture ricettive open-air regionali è più alta di quella nazionale: 30-35% contro il 25% italiano. Tra i mercati principali, Germania (30%) e Olanda (20%), seguite da Francia, Austria e Danimarca.
Fondo speciale per la promozione turistica della Lunigiana e dell'Isola d'Elba
Un fondo speciale per la promozione turistica della Lunigiana e dell'Isola d'Elba e' stato approvato questa mattina dalla Cabina di regia per la programmazione turistica del 2012. ''Visti i tragici avvenimenti che hanno colpito la Lunigiana e l'Isola d'Elba - ha spiegato l'assessore regionale al turismo Cristina Scaletti che ha proposto l'intervento - abbiamo voluto istituire un fondo di riserva da 100mila euro, assegnato alla gestione di Toscana Promozione, per aiutare questi territori martoriati dal maltempo a riproporsi sul mercato turistico una volta finita la fase dell'emergenza. In un momento difficile come questo, pensare al futuro e' fondamentale e il compito della Regione e' dare alle popolazioni colpite gli strumenti per ricominciare''.
Tutti gli assessori provinciali della Toscana, i referenti delle Camere di Commercio e di Unioncamere, presenti al periodico incontro della Cabina di regia, hanno votato a favore dell'attivazione del fondo. ''La nostra decisione deriva dalla volonta' condivisa che nulla, nemmeno una tragedia come questa, possa compromettere il futuro di questi territori - ha continuato l'assessore regionale Cristina Scaletti -. Ecco perche' continueremo ad agire per riportare le aree colpite alla loro operosa quotidianita'''. In Lunigiana, la Regione ha gia' predisposto una serie di interventi per salvare i libri dell'Archivio storico e notarile di Aulla e rendere agibile la biblioteca, mettendo a disposizione le risorse gia' disponibili e attivando anche altre fonti finanziarie.
Tutti gli assessori provinciali della Toscana, i referenti delle Camere di Commercio e di Unioncamere, presenti al periodico incontro della Cabina di regia, hanno votato a favore dell'attivazione del fondo. ''La nostra decisione deriva dalla volonta' condivisa che nulla, nemmeno una tragedia come questa, possa compromettere il futuro di questi territori - ha continuato l'assessore regionale Cristina Scaletti -. Ecco perche' continueremo ad agire per riportare le aree colpite alla loro operosa quotidianita'''. In Lunigiana, la Regione ha gia' predisposto una serie di interventi per salvare i libri dell'Archivio storico e notarile di Aulla e rendere agibile la biblioteca, mettendo a disposizione le risorse gia' disponibili e attivando anche altre fonti finanziarie.
giovedì 3 novembre 2011
Toscana: turismo, "eccellente" 97% acque balneazione
Elevata qualita' per le acque di aree di balneazione toscane nella stagione estiva 2011, con miglioramenti anche significativi rispetto all'anno scorso. E' quanto rilevano i dati sulla balneazione in Toscana elaborati da Arpat. In base ai dati dell'Agenzia regionale di protezione ambientale della Toscana sono infatti risultate in classe "eccellente" oltre il 97% delle aree di balneazione lungo tutta la fascia costiera regionale (254 zone su un totale di 262) mentre nessuna e' risultata essere in classe "scarsa". Sempre secondo i dati Arpat, solo l'1,6% dei campioni e' risultato non conforme. Riguardo all'inquinamento, il 60% dei casi di inquinamento registrati sono stati limitati nel tempo, tanto che e' stato possibile definirli come "inquinamento di breve durata". Poche situazioni critiche, spesso da attribuire - viene precisato - al trattamento delle acque reflue non del tutto adeguato ai carichi turistici estivi e sottoposto a condizioni meteoclimatiche di particolare intensita' e violenza. Le altre situazioni di valori fuori limite che si sono verificate, in maniera puntuale e non estesa, sono da imputare quasi totalmente a sversamenti accidentali di reflui fognari, incidenti alle condotte fognarie o alla condotte sottomarine. Infine, su i 13 divieti permanenti per motivi igienico sanitari presenti in Toscana, tutti controllati da Arpat, meno di un terzo dei campioni ha evidenziato valori superiori ai limiti normativi. Olivia Bongianni (RADIOCOR
Turismo, a Monteriggioni cresce dell'11,8%
L’industria del turismo continua a funzionare a Monteriggioni e nella provincia di Siena. Lo confermano i dati resi noti dall'amministrazione provinciale di Siena attraverso l’Osservatorio Turistico che raccoglie le informazioni inviate dagli albergatori locali, distinti Comune per Comune e fra ospiti italiani e stranieri.
“Dopo un 2010 stazionario, che seguiva un decennio di grande crescita, – commenta il sindaco Bruno Valentini – i dati del turismo a Monteriggioni tornano a salire. In realtà il fenomeno è composito. Nel senso che gli arrivi e cioè il numero dei turisti che dormono nelle varie strutture è sempre aumentato, ma ciò non si riflette interamente sui pernottamenti perché la presenza media tende a calare, arrivando ai 2,63 giorni per persona di oggi”.
Da gennaio a luglio 2011 si sono registrati 27.250 arrivi a fronte di 71.500 pernottamenti, con un incremento, rispettivamente, dell’11,8% e dell’ 1,2% rispetto all’analogo periodo del 2010. A trascinare le cifre sono ancora una volta soprattutto i turisti stranieri, che hanno scelto le strutture ricettive di Monteriggioni con un aumento percentuale del 30% rispetto agli stessi sette mesi dell’anno precedente.
Le strutture alberghiere faticano di più a tenere i clienti, perché la permanenza media è nettamente più bassa rispetto ad agriturismi ed extra-alberghiero. In base ai dati di fine ottobre, i posti letto sono di poco superiori a quelli del 2010 e cioè 1446 rispetto a 1423, distribuiti in 88 strutture.
“Analizzando i dati fino a luglio 2011 – continua il sindaco Valentini – balza agli occhi il consolidamento di una caratteristica del turismo di Monteriggioni e cioè di essere un grande attrattore, tant’è che dopo giganti come Siena, Chianciano e San Gimignano, prima c’è Montepulciano e poi nella classifica degli arrivi si trovano Poggibonsi (28.000), San Quirico (27.500) ed appunto Monteriggioni (27.250). Sulla cinta muraria del Castello, ad esempio, sono saliti in 150mila circa. Ad ogni modo qui si apre un ragionamento, da sviluppare con gli operatori del settore, sulla capacità di trattenere i clienti, offrendo servizi ed opportunità che incentivino soggiorni più lunghi. Sono in atto processi di trasformazione del turismo internazionale di cui si deve prendere atto, adeguandosi rapidamente. Se il turista tende oggettivamente a spendere meno ed a trattenersi meno giorni, non vale lamentarsi ma va riposizionata l’offerta. Ad esempio riflettendo sui giudizi dei clienti sugli alberghi (ed anche sui ristoranti e sull’accoglienza nel suo complesso) che i motori di ricerca specializzati mettono a disposizione di tutto il mondo attraverso Internet. Talvolta siamo di fronte come ad una tela di Penelope che viene di giorno tessuta da chi lavora per attrarre turisti, come le tante azioni dei Comuni, mentre di notte viene disfatta da taluni operatori che lavorano male, applicando prezzi esosi ed erogando servizi di bassa qualità”.
“Il nostro comune conferma la sua immagine di territorio capace di attrarre flussi turistici sia nazionali che esteri – commenta invece l'assessore al Turismo Rossana Giannettoni - La scelta di adottare strategia di valorizzazione e di promozione del territorio puntando sulla qualità dell'offerta e sulla valorizzazione dell'identità storico-culturale del territorio si sta dimostrando vincente. Un risultato positivo che, tenuto conto della difficile ed incerta congiuntura economica che caratterizza questo periodo, mi fa ben sperare sulla capacità attrattiva del nostro Comune. Questi dati positivi non ci devono far adagiare, costituiscono invece un ulteriore stimolo a lavorare sempre di più nel creare fattori di attrazione ed eventi che possano costituire occasioni innovative capaci di rivolgersi al nuovo turista o ospite alla continua ricerca di modi, forme e motivazioni nuove”.
“L’eventuale introduzione della tassa di soggiorno – conclude il sindaco Valentini - è un argomento che sta entro questa riflessione. Senza dimenticare che è il Governo ad averla messa ipocritamente a disposizione di Comuni dissanguati dai tagli, il punto vero è che questa entrata va utilizzata per migliorare l’offerta di un sistema che senza l’azione degli Enti Locali non avrebbe avuto questi risultati. Sia che un Comune la utilizzi per mantenere gradevoli i monumenti od i giardini pubblici, oppure per continuare o accrescere gli eventi promozionali ed il marketing, saranno sempre investimenti di cui beneficerà chi lavora nel turismo, soprattutto se verranno concertati dalle Amministrazioni insieme agli imprenditori”.
“Dopo un 2010 stazionario, che seguiva un decennio di grande crescita, – commenta il sindaco Bruno Valentini – i dati del turismo a Monteriggioni tornano a salire. In realtà il fenomeno è composito. Nel senso che gli arrivi e cioè il numero dei turisti che dormono nelle varie strutture è sempre aumentato, ma ciò non si riflette interamente sui pernottamenti perché la presenza media tende a calare, arrivando ai 2,63 giorni per persona di oggi”.
Il sindaco di Monteriggioni, Bruno Valentini
Le strutture alberghiere faticano di più a tenere i clienti, perché la permanenza media è nettamente più bassa rispetto ad agriturismi ed extra-alberghiero. In base ai dati di fine ottobre, i posti letto sono di poco superiori a quelli del 2010 e cioè 1446 rispetto a 1423, distribuiti in 88 strutture.
“Analizzando i dati fino a luglio 2011 – continua il sindaco Valentini – balza agli occhi il consolidamento di una caratteristica del turismo di Monteriggioni e cioè di essere un grande attrattore, tant’è che dopo giganti come Siena, Chianciano e San Gimignano, prima c’è Montepulciano e poi nella classifica degli arrivi si trovano Poggibonsi (28.000), San Quirico (27.500) ed appunto Monteriggioni (27.250). Sulla cinta muraria del Castello, ad esempio, sono saliti in 150mila circa. Ad ogni modo qui si apre un ragionamento, da sviluppare con gli operatori del settore, sulla capacità di trattenere i clienti, offrendo servizi ed opportunità che incentivino soggiorni più lunghi. Sono in atto processi di trasformazione del turismo internazionale di cui si deve prendere atto, adeguandosi rapidamente. Se il turista tende oggettivamente a spendere meno ed a trattenersi meno giorni, non vale lamentarsi ma va riposizionata l’offerta. Ad esempio riflettendo sui giudizi dei clienti sugli alberghi (ed anche sui ristoranti e sull’accoglienza nel suo complesso) che i motori di ricerca specializzati mettono a disposizione di tutto il mondo attraverso Internet. Talvolta siamo di fronte come ad una tela di Penelope che viene di giorno tessuta da chi lavora per attrarre turisti, come le tante azioni dei Comuni, mentre di notte viene disfatta da taluni operatori che lavorano male, applicando prezzi esosi ed erogando servizi di bassa qualità”.
“L’eventuale introduzione della tassa di soggiorno – conclude il sindaco Valentini - è un argomento che sta entro questa riflessione. Senza dimenticare che è il Governo ad averla messa ipocritamente a disposizione di Comuni dissanguati dai tagli, il punto vero è che questa entrata va utilizzata per migliorare l’offerta di un sistema che senza l’azione degli Enti Locali non avrebbe avuto questi risultati. Sia che un Comune la utilizzi per mantenere gradevoli i monumenti od i giardini pubblici, oppure per continuare o accrescere gli eventi promozionali ed il marketing, saranno sempre investimenti di cui beneficerà chi lavora nel turismo, soprattutto se verranno concertati dalle Amministrazioni insieme agli imprenditori”.
L’83,5% delle strutture turistiche è sul web. Ma i ristoranti?
La presentazione della quarta edizione di Bto ‘Buy tourism on line’, evento promosso da Regione Toscana e dalla Camera di Commercio di Firenze, in programma a Firenze, alla stazione Leopolda, l’1 ed il 2 dicembre, è stata l’occasione per presentare i dati elaborati dall’ Istituto nazionale di ricerca turistica (Isnart), che mettono in risalto il rapporto sempre più stretto tra turismo e nuove tecnologie.
Dalla ricerca emerge che l’83,5% delle strutture turistiche in Italia è presente su internet, cercando di stare al passo con le nuove abitudini dei turisti di tutto il mondo che utilizzano il web per organizzare le proprie vacanze o per prenotare alberghi e biglietti aerei.
Un aspetto estremamente positivo, ma che mette ancor più in evidenza un tassello non trascurabile del problema. Se infatti gli alberghi, ma anche le strutture minori in termini di capacità ricettiva come agriturismi e bed and breakfast, stanno dimostrando grande dimestichezza con l’uso del web per la gestione delle proprie strutture, un comparto importante del turismo, come quello della ristorazione, non è invece ancora adeguatamente predisposto a questo modello. Da una ricerca FIPE un ristorante su tre non ha un sito web e dalle diverse esperienze che si raccolgono tra i viaggiatori golosi sono la quasi totalità quelli che non accettano prenotazioni online.
Diventa necessario, fondamentale, creare le condizioni affinché si possa superare questo scoglio che, è bene che i ristoratori lo sapiano, diventa sempre più un eterrente per i turisti internazionali e i giovani che vorrebbero avvicinarsi alla ristorazione dopo il canonico “praticantato” tra paninoteche e pizzerie.
Un ente come Isnart potrebbe, ad esempio, mettere l’utilizzo di internet tra i principali requisiti che deve avere un ristorante che intende acquisire il marchio “Ospitalità Italiana”.
Oppure che qualcuno dei partecipanti allo spazio ‘storming pizza’ di Bto ‘Buy tourism on line’, dove giovani imprenditori potranno esporre progetti innovativi sul web travel davanti ad un pubblico di potenziali finanziatori, abbia tra i suoi progetti uno dedicato alla ristorazione e trovi chi lo sostiene.
Alzare l’asticella dei servizi è l’elemento chiave nella possibilità che ha un ristoratore di essere scelto al posto di un altro, forse ancor di più della qualità del menu. Siano gli stessi albergatori, i titolari di bed and breakfast, a far sì che anche i loro colleghi entrino nel mondo del web, magari raccontando il cliente tipo delle loro strutture che li ha scelti tramite internet e che, sempre tramite internet, avrebbe tanto gradito scegliere anche il loro ristorante ma non li ha trovati.
Dalla ricerca emerge che l’83,5% delle strutture turistiche in Italia è presente su internet, cercando di stare al passo con le nuove abitudini dei turisti di tutto il mondo che utilizzano il web per organizzare le proprie vacanze o per prenotare alberghi e biglietti aerei.
Un aspetto estremamente positivo, ma che mette ancor più in evidenza un tassello non trascurabile del problema. Se infatti gli alberghi, ma anche le strutture minori in termini di capacità ricettiva come agriturismi e bed and breakfast, stanno dimostrando grande dimestichezza con l’uso del web per la gestione delle proprie strutture, un comparto importante del turismo, come quello della ristorazione, non è invece ancora adeguatamente predisposto a questo modello. Da una ricerca FIPE un ristorante su tre non ha un sito web e dalle diverse esperienze che si raccolgono tra i viaggiatori golosi sono la quasi totalità quelli che non accettano prenotazioni online.
Diventa necessario, fondamentale, creare le condizioni affinché si possa superare questo scoglio che, è bene che i ristoratori lo sapiano, diventa sempre più un eterrente per i turisti internazionali e i giovani che vorrebbero avvicinarsi alla ristorazione dopo il canonico “praticantato” tra paninoteche e pizzerie.
Un ente come Isnart potrebbe, ad esempio, mettere l’utilizzo di internet tra i principali requisiti che deve avere un ristorante che intende acquisire il marchio “Ospitalità Italiana”.
Oppure che qualcuno dei partecipanti allo spazio ‘storming pizza’ di Bto ‘Buy tourism on line’, dove giovani imprenditori potranno esporre progetti innovativi sul web travel davanti ad un pubblico di potenziali finanziatori, abbia tra i suoi progetti uno dedicato alla ristorazione e trovi chi lo sostiene.
Alzare l’asticella dei servizi è l’elemento chiave nella possibilità che ha un ristoratore di essere scelto al posto di un altro, forse ancor di più della qualità del menu. Siano gli stessi albergatori, i titolari di bed and breakfast, a far sì che anche i loro colleghi entrino nel mondo del web, magari raccontando il cliente tipo delle loro strutture che li ha scelti tramite internet e che, sempre tramite internet, avrebbe tanto gradito scegliere anche il loro ristorante ma non li ha trovati.
Turismo online, un segmento che vale 4 miliardi
Il turismo online in Italia vale 4 miliardi di euro. E' questo il principale risultato della ricerca di FocusWright (che sarà illustrata l'1 e 2 dicembre alla Bto) anticipata nell'edizione odierna di ItaliaOggi Sette. L'osservatorio eCommerce b2c Netcomm vede il turismo online in crescita del 13% per il 2011 e del 49% sul totale del settore. "E' molto rilevante la fetta di questo mercato che finisce nelle tasche dei siti internet che forniscono un servizio di prenotazioni: si tratta della quasi totalità di aziende estere che si portano a casa una parte importante del business della nostra Penisola", afferma Giancarlo Carniani, coordinatore della Bto.
"Se per molti anni il turismo online ha drenato risorse dalle agenzie di viaggi tradizionali, oggi assistiamo ad un fenomeno nuovo, la sostituzione del ruolo svolto dai t.o. e non è un caso se tre dei primi sei operatori tradizionali del settore hanno chiuso negli ultimi anni", dichiara Fabio Cannavale, presidente di Bravofly.
"Se per molti anni il turismo online ha drenato risorse dalle agenzie di viaggi tradizionali, oggi assistiamo ad un fenomeno nuovo, la sostituzione del ruolo svolto dai t.o. e non è un caso se tre dei primi sei operatori tradizionali del settore hanno chiuso negli ultimi anni", dichiara Fabio Cannavale, presidente di Bravofly.
martedì 25 ottobre 2011
Turismo. Le terme piacciono sempre di piu' ai giovani
Italiani sempre più interessati al turismo termale, non solo a scopo terapeutico ma anche per trattamenti volti a garantire benessere a 360 gradi. Una platea in crescita, come evidenziato dal Rapporto sul turismo italiano 2011, che ha guadagnato negli ultimi anni utenti sempre più giovani e che ha spinto località e siti termali del Belpaese ad affacciarsi con maggiore frequenza anche in rete, su web e social network, per farsi conoscere.
Su questa ed altre tendenze si confronteranno alcuni esperti del settore il prossimo fine settimana, 22-23 ottobre, a Riolo Terme (Ravenna), nel corso del convegno "Comunicare le Thermae: Media, Scienza e Società per una corretta e responsabile informazione" patrocinato da Federterme Confindustria e Federazione mondiale del Termalismo.
La due giorni sarà in particolare dedicata alla comunicazione per le terme, con un focus sul ruolo dei siti italiani e dell'acqua termale, come risorse naturali terapeutiche e di benessere ma anche di turismo termale. I lavori saranno introdotti dal professor Umberto Solimene, dell'Università degli Studi di Milano.
Fra gli altri interverrà Aldo Ferruzzi, vice presidente di Federterme Confindustria con delega per l'innovazione tecnologica e la formazione. Il convegno è promosso e organizzato da Università degli Studi di Milano - Scuola di Specializzazione in Medicina Termale, Thermae Campus Alta Formazione in Medicina Termale, Complementare e Scienze del Benessere e Terme di Riolo.
Su questa ed altre tendenze si confronteranno alcuni esperti del settore il prossimo fine settimana, 22-23 ottobre, a Riolo Terme (Ravenna), nel corso del convegno "Comunicare le Thermae: Media, Scienza e Società per una corretta e responsabile informazione" patrocinato da Federterme Confindustria e Federazione mondiale del Termalismo.
La due giorni sarà in particolare dedicata alla comunicazione per le terme, con un focus sul ruolo dei siti italiani e dell'acqua termale, come risorse naturali terapeutiche e di benessere ma anche di turismo termale. I lavori saranno introdotti dal professor Umberto Solimene, dell'Università degli Studi di Milano.
Fra gli altri interverrà Aldo Ferruzzi, vice presidente di Federterme Confindustria con delega per l'innovazione tecnologica e la formazione. Il convegno è promosso e organizzato da Università degli Studi di Milano - Scuola di Specializzazione in Medicina Termale, Thermae Campus Alta Formazione in Medicina Termale, Complementare e Scienze del Benessere e Terme di Riolo.
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