martedì 9 dicembre 2014

Cinesi, popolo di viaggiatori: 100 milioni di turisti nel 2014

Se c'è un popolo che ama viaggiare, è quello cinese. E i dati lo confermano: nel 2014, secondo quanto ha riferito oggi il l'Amministrazione cinese per il turismo, sono 100 milioni i cinesi che si sono recati all'estero. Il dato è aggiornato alla fine di novembre. Le preferenze dei turisti della Repubblica popolare s'appuntano, in particolare, all'Asia, nei confini della quale rimane il 90 per cento dei viaggi. In particolare, Taiwan, Hong Kong e Macao, dove va il 71 per cento dei viaggiatori cinesi. Tuttavia, questi tre territori, da Pechino sono considerati parte del proprio territorio sovrano. Come paesi "stranieri", le mete più gettonate sono Corea del Sud, Thailandia, Giappone, Stati uniti, Vietnam e Singapore. Solo il 4 per cento dei turisti s'è recato in Europa. (Fonte Afp)

mercoledì 1 ottobre 2014

CON LA VENDEMMIA ARRIVA IL PIENO DI TURISTI

Dalla musica ai corsi di cucina, passando per la possibilità di vivere una giornata da “vendemmiatore”. Ecco come i viticoltori fanno sistema con il turismo. Intanto tutto pronto per la vendemmia del Prugnolo Gentile, l’anima del Vino Nobile di Montepulciano C’è chi offre la possibilità di imparare a cucinare il tradizionale pranzo della vendemmia, ma anche chi vuole far conoscere da vicino le fasi principali di un vero e proprio rito, quello della raccolta delle uve, magari spiegando perché a Montepulciano il vino prende precise connotazioni organolettiche. La vendemmia insomma non è più cosa per pochi e anche nella patria del Vino Nobile sono sempre di più le cantine che aprono le porte ai turisti, soprattutto stranieri, durante il lavoro più delicato dell’anno. Un modo per destagionalizzare il cosiddetto enoturismo, ma allo stesso tempo per dare la possibilità a chi vive in città di apprezzare da vicino la fatica e l’attenzione che occorre per produrre un vino di qualità. Tra le iniziative promosse dalle cantine in questo periodo ci sono i corsi di cucina nei quali imparare a cucinare i pici (la tradizionale pasta fatta a mano) e i condimenti principali (sugo all’aglione o alle briciole). Si può anche scoprire il territorio attraverso delle vere e proprie visite guidate in vigna con l’enologo che spiega la differenza tra i vari vitigni, ma anche il “terroir” dove questi vengono coltivati. A Montepulciano non mancano poi le cantine che durante la raccolta dell’uva propongono arte in cantina, o addirittura concerti a fine giornata degustando i vini già pronti per essere bevuti, magari scoprendo l’importanza dell’invecchiamento con annate, anche vecchie, a confronto. Se le cantine storiche in questo periodo possono dimostrare come a distanza di centinaia di anni ancora il vino si produce nello stesso luogo, quelle di ultima generazione spiegano la differenza tra una vasca d’acciaio e una botte con i vari tipi di legno. «E’ un modo per avvicinare al nostro mondo il consumatore – spiega il presidente del Consorzio del Vino Nobile, Andrea Natalini – e così anche per offrire in un periodo meno affollato dal punto di vista turistico, una possibilità di poter comunque visitare Montepulciano guardandolo da un’altra prospettiva». Sono molte a questo proposito anche le offerte che la Strada del Vino Nobile propone per poter organizzare al meglio il soggiorno in questo periodo che fino a metà ottobre vedrà impegnate le oltre 70 aziende produttrici di Vino Nobile. Del resto il turismo del vino, stando ai dati del Consorzio, rappresenta una importante voce nel territorio. Ogni anno sono oltre 200 mila i visitatori che visitano una cantina a Montepulciano. Un punto strategico è inoltre l’Enoteca del Consorzio del Vino Nobile, una tra le prime in Italia, dalla quale passano ogni anno circa 5 mila appassionati e di questi oltre 2.000 degustano, mentre almeno il 40% acquista. Tra le provenienze si consolidano gli Stati Uniti, seguiti da tedeschi, olandesi ed italiani. Riconfermata la presenza di turisti francesi, belgi e svizzeri. Inoltre si è registrata una buona affluenza da paesi “emergenti”, almeno per il turismo toscano, quali Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca, Danimarca, Canada e Giappone. Intanto a Montepulciano, patria del Vino Nobile la vendemmia e nel pieno e si punta sulla qualità «La qualità che contraddistingue il Vino Nobile è stata raggiunta - così dice il Presidente Natalini – e questo grazie ad un lavoro di grande attenzione, mettendo in pratica tutte le tecniche agronomiche a disposizione per garantire un'ottimale cura e maturazione delle uve. In definitiva è solo con un grande lavoro di selezione in vigneto e successivamente in cantina che i produttori di Vino Nobile hanno attuato riuscendo ad ottenere un vino rispondente ai parametri qualitativi degni della sua fama anche se a scapito dei costi di produzione sostenuti».

venerdì 20 giugno 2014

La Toscana inaugura la sua Via Francigena

Sabato 21 giugno a Lucca la presentazione dell’intero tracciato toscano, completamente messo in sicurezza. Intervengono Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana La Via Francigena rappresenta da sempre un’opportunità straordinaria per scoprire – da una prospettiva unica e indimenticabile – paesaggi, tradizioni e suggestioni della Toscana: un viaggio nel viaggio, che attraversa la regione dal Passo della Cisa a Radicofani. Un patrimonio di cultura e arte lungo 380 km, che la Toscana – prima Regione d’Italia – mette a sistema, presentando ufficialmente a Lucca, sabato 21 giugno, la “propria” Via Francigena. L’evento celebra la conclusione del lavori di messa in sicurezza ed infrastrutturazione dell’itinerario, finanziati con 13 milioni di Euro dalla Regione Toscana, e realizzati in collaborazione con le Province e i comuni che si trovano lungo il percorso. E nel cuore della Francigena senese torna, per il terzo anno consecutivo, dal 20 al 22 giugno, il Festival della Viandanza, come sempre nella splendida cornice di Monteriggioni, in Provincia di Siena, (Un patrimonio di cultura e arte lungo 380 km, che la Toscana – prima Regione d’Italia – mette a sistema). Un territorio straordinario per scoprire, da una prospettiva unica e indimenticabile, paesaggi, tradizioni e suggestioni della Toscana. Tre giorni all’aria aperta per chi ama viaggiare a piedi e in bicicletta, per chi ha già scelto o vorrebbe scegliere una vita basata ritmi più lenti, umani. Decine di ospiti, tra cui David Riondino, Gianmaria Testa, Giuseppe Cederna, Antonio Moresco, Bernard Ollivier, Sergio Valzania, Nicolò Bassetti, Daniel Tarozzi, Tiziano Fratus, Luca Gianotti e tanti altri. Incontri, spettacoli, conferenze, camminate, tutto gratuito, tutto in natura, tutto all’insegna dell’amicizia e della condivisione. La giornata, del 21 giugno a Lucca, che si aprirà alle 9.30 al Castello San Donato, sede dell’Opera della Mura, sarà l’occasione per percorrere idealmente, in un “viaggio simulato” fino alla Casa del Boia, le 15 tappe della Francigena toscana. Un tragitto in cui – sempre virtualmente – si andrà ad attraversare le 4 tappe messe più recentemente in sicurezza e non ancora presentate ufficialmente, che verranno così inaugurate alla presenza dei rappresentanti istituzionali delle province interessate: la tappa 4, da Avenza a Pietrasanta (con Osvaldo Angeli, commissario straordinario della Provincia di Massa), le tappe 5 e 6, da Pietrasanta a Lucca e da lì ad Altopascio (con Stefano Baccelli, presidente della Provincia di Lucca) e la tappa 12, da Siena a Ponte D’Arbia (con Simone Bezzini, presidente della Provincia di Siena). Arrivati alla Casa del Boia, alle 12, si terrà quindi la presentazione ufficiale dell’intero tracciato toscano della Francigena, con gli interventi di Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, Sara Nocentini, assessore a Cultura, Turismo e Commercio della Regione Toscana, Silvia Costa, parlamentare Europea, Alessandro Tambellini, sindaco di Lucca, Arturo Lattanzi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Massimo Tedeschi, presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, Antonio Buoncristiani arcivescovo di Siena, i sindaci dei comuni francigeni e i rappresentanti delle province. - See more at: http://www.greenreport.it/news/toscana-inaugura-sua-via-francigena/#sthash.rEKczDSQ.dpuf

venerdì 11 aprile 2014

La Toscana si conferma la meta più amata dai turisti di tutto il mondo

La Toscana si conferma la meta più amata dai turisti di tutto il mondo „ La Toscana sempre al top tra le preferenze dei turisti di tutto il mondo ma sono gli Italiani i più “affezionati”. Lo conferma anche Trivago, il motore di ricerca hotel più grande al mondo, che in occasione dell’incontro con gli albergatori toscani in programma giovedì 10 aprile a Firenze, ha analizzato lo status online della regione che nel 2013 ha registrato il 74% di ricerche dal mercato italiano, aumentate del 3% rispetto l’anno precedente. Continuano ad affascinare le colline, la costa, l’arte e il buon cibo toscano che ogni anno attraggono migliaia di turisti da tutto il mondo. Stabili le ricerche online da parte di tedeschi, spagnoli, inglesi e francesi con l’Olanda come mercato in netta ripresa, ma sono gli italiani a farla da padrone. Nel corso dell’ultimo anno la Regione ha infatti “catalizzato” ben l’8% di tutte le ricerche provenienti sulla piattaforma italiana di trivago. Firenze, che conferma il primato tra le città più ricercate nella regione, per questa primavera è anche sul podio delle mete nazionali prendendo il posto di Milano. Il Capoluogo registra una percentuale di ricerche costanti con picchi nei mesi estivi (luglio e agosto). La città vanta inoltre un’ottima reputazione online, secondo il trivago Hotel Reputation Index le strutture fiorentine raggiungono una valutazione media di 81,50 su 100, posizionandola al 4° posto tra le città nostrane con un minimo di 130 strutture, dietro a Venezia, Verona e Sorrento. “La capacità di attrazione turistica di Firenze va oltre anche il suo grande patrimonio storico artistico – dichiara il Presidente di Federalberghi, Firenze Francesco Bechi – Rappresenta un'idea di città in cui la cultura si sposa con la qualità di vita e dell'accoglienza, con un'offerta enogastronomica eccezionale. Il consenso che Firenze trova anche tra le fila degli internauti è prezioso perché ormai è dalla rete che passa buona parte del movimento turistico, ma dobbiamo essere bravi ad alimentare il favore di cui la città gode”. “ La Toscana si conferma la meta più amata dai turisti di tutto il mondo „Dopo Firenze, confermano il podio delle toscane più desiderate anche Pisa in seconda e Siena in terza posizione ma gli aumenti più significativi li registrano Viareggio e Livorno che in un anno aumentano le ricerche online rispettivamente dell’11% e 12%.“ FONTE: http://www.firenzetoday.it/economia/trivago-hotel-toscana.html

giovedì 13 marzo 2014

Media online, la fidelizzazione non è "social"

La connessione ad internet? Una vera e propria necessità per consumatori che ormai non possono più fare a meno di consultare forum, siti e social network per reperire qualsiasi tipo di informazione: del resto, il mercato della telefonia fissa da anni mette a disposizione di una clientela sempre più vasta offerte di internet adsl vantaggiose che consentono di sapere cosa succede dall’altra parte del mondo mentre siamo sul divano di casa a sorseggiare un tè. Il bisogno di informarsi, di restare aggiornati su ogni novità è una necessità che i principali operatori del settore della telefonia non ignorano, anzi contribuiscono ad attivare, aggiungendo alle tradizionali offerte anche abbonamenti con chiavette internet incluse: mai termini fu più appropriato di questo, visto e considerato che grazie ad esse il bisogno di connessione può essere soddisfatto in modo conveniente anche se magari siamo in viaggio per lavoro con il nostro pc. Se pensiamo a quanto tempo ad esempio passiamo sui social network, quasi forse non riusciamo a credere ai dati emersi dalla ricerca Pew sui 26 principali siti d’informazione in lingua inglese, tra cui spiccano gli illustri nomi di New York Times, Cnn e Bbc. Se infatti una notizia ci incuriosisce e la troviamo su Facebook, clicchiamo sul link e arriviamo al sito principale soddisfacendo il nostro bisogno di informazione: ma siamo pur sempre lettori occasionali, ci fa notare il Pew Research Center. I social come Twitter e Facebook, dove si registra una massiccia presenza di testate, porterebbero sì nuovi lettori, ma non fedeli: come per molti altri settori, quindi, il segreto non starebbe tanto nel pressare il pubblico, ma nell’educarlo ad una “devozione” verso la marca (nel nostro caso, la testata). E come si può riuscire in questo intento? Secondo Amy Mitchell, responsabile degli studi relativi al mondo del giornalismo del Pew Research Center, vanno adottate altre soluzioni accanto a quelle spot rappresentate da motori di ricerca e da social network. Certo, perché non è affatto il caso di abbandonare questi preziosi canali di contatto con un pubblico che non si alimenta quotidianamente di news sulle testate ufficiali: “Facebook e i motori di ricerca sono essenziali per aumentare le visite ad articoli specifici”, che magari stuzzicano un interesse nel pubblico curioso. Tuttavia, come prosegue Amy Mitchell, “i nostri dati dicono che è difficile costruire un rapporto con questi utenti”, data probabilmente la loro abitudine a lasciarsi attrarre da contenuti diversi in tempi molto brevi. Il pubblico “casuale” è un tipo di consumatore capriccioso, che tuttavia ha bisogno di punti di riferimento solidi: la soluzione prospettata allora da Pew, allora riguarda lo sviluppo del brand. “Per i media che sperano di costruire un pubblico fedele e pagante, è necessario che gli utenti li considerino il primo sito da consultare” conclude la Mitchell. La ricerca ha messo in luce proprio la forza di un consumatore che si sente legato alla testata, una fetta di pubblico riconosciuta tra quelli che accedono direttamente al sito principale della testata, digitandone l’indirizzo e non cercandolo con i motori di ricerca. Ebbene, tale pubblico passa ben tre volte più tempo sul sito di quello che trascorrono i lettori occasionali che ci arrivano dai social e dai motori di ricerca. Insomma, secondo i dati Pew, chi non vuol restare a digiuno di informazioni accede al sito seguendo tre strade: l’accesso diretto dal browser, il motore di ricerca e il social network. Pochissimi - quindi forse si può riflettere sull’utilità di questo strumento di stimolazione del pubblico - via e-mail. Ancora troppo pochi, a quanto pare, coloro che si informano usando le app per accedere ai siti d’informazione, anche perché la metà delle testate prese in considerazione non ne ha programmata una. FONTE: http://www.corrierecomunicazioni.it

sabato 18 gennaio 2014

Albergatori, diventate costruttori di sogni!

Ogni anno a gennaio tutto il settore del web marketing turistico è in fermento per rispondere sempre alla stessa identica domanda: quali sono le best practice da adottare per l’anno nuovo? Su cosa deve concentrarsi l’albergatore? Non si fa che parlare di nuove tecnologie, di nuovi device, di nuove strategie di revenue management. A volte sembra che il focus di tutto si sia spostato su un piano pericolosamente inclinato che privilegia l’online rispetto all’offline. Mentre i due universi sono complementari e anzi, il primo nasce e cresce solo grazie al secondo. Noi possiamo insegnarvi a curare il vostro sito ufficiale, a leggere i dati della web analytics, a ottenere il massimo dalle campagne social o PPC. Ma questo resterà sempre il corollario di un teorema da cui deriva ogni cosa: il saper fare ospitalità e accoglienza in linea con le aspettative del cliente. A volte superandole. 2014: un anno sfidante Non sono i cambiamenti di Google o i nuovi metamotori di ricerca che dovreste temere in questo 2014. Sono casomai le esigenze di un pubblico in continuo cambiamento, sempre più esigente e, soprattutto, assetato di genuinità e di diversità. Nell’articolo L’Economia delle Relazioni: cosa sarà del Turismo nei prossimi 10 anni, realizzato dal gruppo IHG per identificare le nuove tendenze in fatto di ospitalità, si delinea con chiarezza questo nuovo viaggiatore: “Nel futuro i rapporti umani diventeranno una vera e propria moneta, una nuova ‘economia delle relazioni’ in cui i consumatori si aspettano soprattutto un’esperienza di viaggio che sia unica e rilevante. Per gli hotel, questo significherà ridefinire l’approccio del servizio e personalizzarlo in modo da poter costruire relazioni sociali con i clienti a un livello ben più profondo.” L’utente di oggi, di contro alla globalizzazione imperante in ogni settore, sembra muoversi a caccia dell’esperienza di viaggio “definitiva”. Un’esperienza che sfugge al pacchetto preconfezionato, ai luoghi comuni e alla standardizzazione per trasformarsi in qualcosa di sommamente personale e individuale. Questa per noi è la sfida più alta del 2014 per l’hotel: quanto sarete capaci di personalizzare e diversificare l’esperienza di viaggio del vostro ospite? Per elevarvi al di sopra della massa uniforme di hotel su portali e intermediari ci vuole ben più di un buon sito e di un buon booking engine: ci vuole uno sforzo che superi il concetto stesso di Ospitalità come oggi la intendiamo. D’altronde ne va dei vostri guadagni e delle vostre percentuali di disintermediazione. Solo gli hotel che avranno una marcia in più, che sapranno creare un’esperienza “customer-centric” e spingersi fino all’ “overdeliver”, potranno sfruttare le opportunità offerte dalla democrazia delle recensioni e superare indenni le difficoltà di emergere online. Diventare costruttori di sogni Se la prima fase del processo decisionale che guida l’utente alla prenotazione del viaggio è il sogno, allora l’hotel deve diventare “costruttore di sogni”. Diciamo la verità: chi viaggia lo fa da sempre per mille motivi, ma soprattutto per fuggire dalla realtà. Per due giorni, due settimane o un mese, l’ospite “stacca la spina”: mette la sua vita comune in modalità off e il sogno in modalità on. È in questo contesto che l’hotel deve diventare un’esperienza dentro l’esperienza, un viaggio dentro il viaggio. Coprotagonista attivo nella costruzione del sogno assieme al viaggiatore stesso. Dovrete essere capaci di creare un’esperienza che – passatemi la banalità – sia davvero unica e indimenticabile. Qualcosa che resti indelebile nella mente del viaggiatore. Un’esperienza che cominci lontano, magari sulle pagine di un blog o sulla bacheca di un social network e che poi si concretizzi in realtà, nel soggiorno vero e proprio. Come si diventa costruttori di sogni? Nei nostri innumerevoli corsi di formazione in tutta Italia abbiamo conosciuto molti albergatori. Ce ne sono alcuni che non dimentichiamo: hotel piccoli, con un sito ufficiale disastroso, magari persino senza booking engine, ma che vanno alla grande. Occupazione sempre alta, alto tasso di disintermediazione e una brand reputation da far invidia al Burj-al-Arab. Che cosa li distingue dagli altri hotel? In primis la totale devozione all’ospitalità nel vero senso della parola: questi albergatori e il loro team hanno l’ospitalità nel DNA e non si accontentano se non di dare il massimo ai loro ospiti, anche a scapito delle revenue a breve termine. In secondo luogo, sono capaci di ascoltare. Lo abbiamo scritto la scorsa settimana nell’articolo Identikit del perfetto albergatore 2014: saper aprire le orecchie, in hotel come sul web, è una conditio sine qua non per costruire un’esperienza di viaggio che soddisfi davvero appieno l’ospite. In terzo luogo, questi albergatori hanno saputo, anche nel loro piccolo, strutturare una Unique Selling Proposition forte e solida difficilmente replicabile. Detto questo non voglio dire che l’albergatore debba concentrarsi solo sull’ospitalità senza tener conto delle buone pratiche di web marketing, ma tutto ciò che è tecnologico deve essere al servizio della buona ospitalità e non viceversa. Perché un bel sito internet non può colmare le inefficienze del servizio, come una bellissima camera non può, da sola, permettervi di raggiungere il top delle classifiche su TripAdvisor. Non c’è una formula magica per diventare costruttori di sogni, ma lasciatemi dire che la strada per diventarlo è lastricata di coraggiose scelte, non di buoni propositi. Fermatevi e ascoltate. Imparate a farvi guidare non dalle esigenze di portafoglio, ma dalla percezione di ciò che sta a cuore ai vostri ospiti. E pensate in grande, siate creativi, osate. Imparate a cambiare come cambia il mercato e come cambiano i vostri clienti. Non vi accontentate di essere bravi, ma abbiate il coraggio di essere diversi. Non solo dai vostri competitor vicini, ma da tutti gli altri hotel al mondo. Avete tutti gli strumenti per farlo: tecnologici e non. - See more at: http://www.bookingblog.com/albergatori-costruttori-di-sogni/?utm_source=BB-Weekly-Newsletter&utm_medium=Newsletter&utm_campaign=BB-Weekly-Newsletter#sthash.xrHzefoF.dpuf

Mountain Bike: nasce il Tuscany Trail, avventura in bici per 600 chilometri

Fondendo la natura e la cultura di questa regione è stato concepito il Tuscany Trail, itinerario di 600 km da percorrere in bicicletta. Questo splendido tracciato attraversa la Toscana da Nord a Sud tra sentieri, strade bianche e strade secondarie. Alla natura incontaminata delle Alpi Apuane, dell’Appennino Toscano, della Val d’Orcia e dell’Argentario si aggiungono le bellezze di città d’arte quali Firenze, San Gimignano, Siena, Pienza, Radicofani e Pitigliano. Il tracciato, creato dall’esperienza di anni di viaggi in bicicletta, si snoda anche per alcuni tratti dell’Eroica e della Via Francigena. Il Tuscany Trail nasce dalla voglia di importare in Italia un concetto di sport nato oltre Oceano, non si gareggia più contro un avversario ma contro se stessi. Questa infatti non è una gara ma un’avventura, una sfida per chi si vuole mettere alla prova. Chi coglierà questa sfida si cimenterà sull’intero tracciato cercando di impiegare il minor tempo possibile. Un’emozione unica da poter percorrere 12 mesi l’anno. Il primo evento di ultra endurance per Mountain Bike d’Italia partirà il primo maggio da Piazza Aranci a Massa e terminerà a Capalbio. Le iscrizioni sono già aperte.

Turismo del lusso in ottima salute in Italia, la Toscana al top per i wine resort

Il turismo di lusso si mantiene in buona salute: se due anni fa solo il 35% dei clienti prenotava più di quattro viaggi di lusso, oggi questa percentuale è lievitata al 51%, merito senza dubbio delle due economie in piena espansione, Cina e Brasile, ma anche della vecchia Europa grazie alla Germania e Regno Unito: il panel tedesco fa infatti emergere un 100% di clienti ad alto reddito che prenotano più di 4 vacanze nell’arco di 12 mesi; bene anche il Regno Unito con il 63%. E’ quanto emerge dal monitoraggio Enit-Agenzia nazionale del turismo sulle previsioni per il 2014 pubblicato oggi sul sito dell’Agenzia. Canonici i periodi di viaggio, quasi a conferma che, di fatto, il turismo alto contribuisce poco a destagionalizzare (si parla infatti di dicembre, luglio e agosto). La spesa media oscilla tra 5 e 10 mila euro; e non sono i paesi emergenti a spendere di più, ma lo fa il Regno Unito con oltre 10 mila euro. Il 69% acquista pacchetti completi in agenzia di viaggio o con tour operator. Anche lo shopping di prodotti d’alta gamma dei turisti stranieri sta viaggiando a tassi di crescita da record. Sono soprattutto i viaggiatori provenienti da Russia, Cina, America, Messico Brasile, Giappone, a salvare in questo momento il conto economico italiano dei principali big brand. A dare maggiori soddisfazioni ai negozianti sono decisamente i cinesi: la spesa media è di quasi 900 euro per lo più mirata al genere lusso. Ad attrarre il turismo cinese non sembrano tanto le belle arti ma soprattutto lo shopping. Nel 2012 la spesa Tax Free dei turisti cinesi è aumentata del 68% per lo shopping Made in Italy, prevalentemente rivolto al settore moda e gioielleria. A livello di prodotti, si fanno strada i wine resort che solo in Toscana sono 65, di cui una quindicina di super lusso. Il numero di wine resort fa della Toscana una delle destinazioni internazionali del turismo del vino di fascia alta. L’enoturismo sta sempre più divenendo uno di quei prodotti che contribuisce ad ampliare e arricchire il ventaglio di offerta della destinazione Italia. Fonte: ANSA

martedì 14 gennaio 2014

Marketing: cosa succede nel turismo quest’anno

I marketer di Net Affinity, specialista irlandese specializzata che produce anche l’omonimo booking engine per alberghi, segnalano una lista di tendenze significative per stare sul mercato nel 2014, raccolte sui media di settore e sui blog. Sono questioni che di certo riguardano gli alberghi, ma in genere interessano qualsiasi impresa del turismo che abbia un sito e voglia rendersi visibile sul web ai propri clienti effettivi, e soprattutto potenziali. Net Affinity confronta le tendenze con le esigenze espresse dai propri clienti, e con i risultati percepibili di ogni intervento innovativo sul loro assetto commerciale e promozionale. Mobile in progress. Crescono ancora i booking che gli hotel ricevono da smartphone e tablet, si dice (su Daily Travel News) che saranno la metà del totale entro il 2017. Sempre più video. L’anno scorso l’81% dei booking online sono stati effettuati dopo che l’utente aveva guardato un video sull’hotel (da The 2013 Traveller, Eye for Travel). Parole chiave ‘not provided’. Sempre più gli utenti internet raggiungono il sito dell’hotel con parole chiave che nei dati analitici risultano ‘not provided’, pare che al momento accada sull’80% delle visite, delle quali non si può tracciare la ricerca. Accade perché dal 18 ottobre 2013 gli utenti loggati con un account di Google sono reindirizzati da www.google.com alla versione crittografata https://www.google.com: per proteggere la privacy delle proprie ricerche, dicono le note ufficiali di Google, mentre molti ritengono che il motivo sia decisamente commerciale. E così ora chi ha un sito con strumento di web analytics non può più sapere quali parole chiave hanno generato le proprie visite. Il danno è serio per gli specialisti di search engine optimization, che hanno molti meno strumenti di lavoro. E sembra che entro i primi tre mesi di quest’anno saranno criptate il 100% delle chiavi di ricerca. Tempo di ReMarketing, su misura. Il 96% di quelli che visitano un sito non diventano clienti. Il ReMarketing aiuta a raggiungerli e farli tornare. Sembra che sarà una delle tendenze emergenti di quest’anno (da The Moz Blog). Olta contro booking diretti. Un viaggiatore potenziale, dato ormai universalmente assodato, visita oltre 20 siti prima di comprare e prenotare. Quest’anno si farà ancora più energica la guerra tra le olta che li intermediano a costi spesso molto alti, e gli hotel che vogliono recuperare margini dai booking diretti sui loro siti. Metasearch. Sono in piena fioritura i motori che confrontano le tariffe su altri siti e online agency. Gli hotel quest’anno dovranno servirsene nella loro guerra contro le olta (vedi sopra). Ricerca semantica. Nuovo sviluppo della ricerca online: non si usano più una o più parole chiave, ma il linguaggio corrente, quello che si usa parlando con un amico. Il sistema semplifica la gestione dell’informazione non strutturata, e promette risultati più precisi e veloci. Forse, perché per ora sono in molti a non crederci affatto. Google Local Carousel. È la nuova funzione che il motore di Mountain View ha lanciato l’anno scorso anche in Europa per la ricerca di location ed eventi locali, e quest’anno sarà estesa agli hotel. Carousel sfrutta le informazioni recepite sul territorio da Google Places o Google Plus e le riversa in una grafica originale, con più spazio per foto e informazioni. L’algoritmo del caso è frutto di Knowledge Graph, altra novità di Google che utilizza tutte le connessioni possibili tra i diversi elementi delle ricerche precedenti, parole chiave, condivisioni, emozioni espresse, consigli e recensioni: entrano in campo i nuovi strumenti che riescono a elaborare e interpretare Big Data. Il nuovo mondo multi-screen. Secondo tutti gli analisti il 2014 è l’anno in cui si vedrà davvero la capacità dei viaggiatori di muoversi da un attrezzo all’altro nel corso di un solo processo di ricerca e acquisto: PC, tablet, smartphone, indifferentemente. Social media marketing. Il 2014 è anche l’anno in cui sarà obbligatorio costruire traffico sul proprio sito utilizzando i social media, anche perché i motori di ricerca cominceranno a farli vedere sempre di più nei risultati delle loro ricerche. Sempre più Google Plus. E al proposito (vedi sopra) sembra che il social di Google emergerà nelle attenzioni degli specialisti di ricerca ottimizzata, collegandosi appunto a Google Carousel, ricerche locali e Google Now, l’assistente personale creato da Google per il mobile. Sempre più Analytics. Ancora notizie per i web marketer, che quest’anno potranno utilizzare l’ultima release di Google Analytics, ancora più sofisticata e comunque gratuita. Velocità strategica. La velocità di qualsiasi sito conta molto per i suoi utenti, ma ora pare che sarà sempre più importante per piazzarlo al meglio tra i risultati dei motori di ricerca. Geo-targeting. Altra tecnica di marketing per la quale è previsto un balzo di crescita quest’anno: è il sistema che consente di lanciare un messaggio, o un annuncio pubblicitario su un mercato geograficamente delimitato, ad esempio una regione, una provincia, una sola città, anche su un sito di portata nazionale o internazionale. - See more at: http://www.lagenziadiviaggi.it/notizia_standard.php?IDNotizia=173735&IDCategoria=1#sthash.G4GXDUkc.dpuf

domenica 5 gennaio 2014

Il fallimento annunciato di Booking.com e le altre OTAs – Ci siamo quasi?

Che niente (o quasi) è eterno lo sapevano anche i nostri antenati, ma che la situazione potesse cambiare così velocemente in questi ultimi anni, non ce lo aspettavamo di sicuro. Che i grandi colossi del booking online potessero subire perdite, potessero andare in crisi, potessero addirittura fallire come è accaduto ad una agenzia di Booking Online in Germania, era uno scenario del tutto inaspettato.
Facciamo due passi insieme per illustrare cosa sta accadendo, prendendo come esempio una tra le più grandi OTA nel mercato mondiale: Booking.com.
10 anni fa circa, per entrare in Booking.com dovevi fare quasi le carte false. Era un privilegio e sembrava che tu dovessi avere determinati requisiti per essere inserito nella loro lista degli alberghi. Essere su Booking.com era davvero un privilegio; prendevano solo poche strutture per zona, con caratteristiche particolari, con almeno 8 camere (e qui gli albergatori mentivano clamorosamente dichiarando di averne sempre più rispetto al reale). Insomma, entrare in Booking.com non era così semplice.
Elenco OTA nel mondo
Elenco OTA nel mondo
Ogni struttura inserita pagava il 15% di commissione per ogni prenotazione andata a buon fine. E di prenotazioni finalizzate ne facevano davvero tante: bene per le strutture e di sicuro meglio anche per loro considerando anche il fatto che avendo la sede legale in Olanda, non ci pagano nemmeno l’IVA e a noi non ce la rimborsano nemmeno. Va beh, ma che importa, l’importante è che arrivino prenotazioni come sabbia. Poi ci fu il grande passo: la possibilità di poter cambiare la percentuale della commissione da riconoscere a Booking.com, in modo da migliorare il posizionamento. Quindi, con percentuale più alta, posizione più alta e maggior visibilità = più prenotazioni. Lasciamo perdere il fatto che questo concetto è completamente contro tutte le strutture, che pur di vendere le camere, riconoscono alle OTA commissioni anche del 30%. Personalmente provai per una settimana a mettere la commissione al 30% per essere tra i primi risultati anche in altre città vicine importanti come Firenze. Ricevetti un buon numero di prenotazioni, ma pagai un tonfo di commissioni che mi fecero subito capire che il gioco non valeva la candela.
OGGI: il mio vicino di casa, che ha una seconda casa in collina con 2 camere, è su Booking.com. Ma come?! Come è possibile!? E’ una casa ed è su Booking? Con solo 2 camere vecchie e polverose! Qualcosa è cambiato.
Against OTA
Against OTA
Oggi Booking.com non fa più distinzioni: inserisce ogni tipo di struttura, grande o piccola, con tante camere o anche con solo 1 camera. L’importante è inserire, avere più strutture possibili, incassare più commissioni che può. Questo è lecito, ma significa anche abbassare il livello drasticamente. E’ giusto andare dietro ai tempi che corrono, ma non vendersi in questa maniera.
Poi alcune settimane fa, la strana notizia del fallimento di un’agenzia tedesca di Booking Online (www.corriere.it). Cosaaaa???? Cosa è successo? Quindi un attimo di riflessione è stato obbligatorio con alcune domande che mi martellavano fisso in testa: COME PUO’ FALLIRE UNA OTA? COME PUO’ FALLIRE UN GIGANTE COME la CLEVER HOTELS? QUALI SONO I MOTIVI?
Forse la troppa concorrenza, ma questa ipotesi regge davvero poco, in quanto anche quest’anno l’agenzia olandese ha ricevuto il premio come sito dell’anno per le prenotazioni online. E allora come mai?
Basta pagare le commissioni alle agenzie
Basta pagare le commissioni alle agenzie
Ed eccoci finalmente al dunque e grazie per essere arrivati a leggere fino a qui. Il punto è che i gestori si sono stancati di pagare commissioni alle OTA e ovviamente preferiscono avere le prenotazioni dirette. Quindi siamo passati alla realizzazione di ottimi siti internet e soprattutto splendidi e funzionali Booking Engine che ti fanno avere un sacco di prenotazioni dirette con un buon tasso di conversione. Tuttavia però non sempre è così e nonostante una differenza sensibile di tariffa tra le OTA e il proprio sito internet, spesso i clienti preferiscono prenotare con le OTA. I motivi vai a capirli, ma sembra che le OTA ispirino fiducia, più del contatto diretto con la struttura. La frase più gettonata da parte dei clienti è: “Ho sempre prenotato con loro (le OTA)”. Oggi però, complice la crisi, si va a caccia del miglior prezzo possibile. Quindi troveremo tariffe sempre più vantaggiose prenotando dal sito ufficiale della struttura per 2 motivi:
- le strutture risparmiano e non pagano il costo della commissione
- il cliente paga meno, ha dei servizi migliori e spesso anche qualche regalino extra
Ci stiamo spostando così verso una riapproprazione delle camere da parte delle strutture che vendono direttamente e una diminuzione delle prenotazioni provenienti dalle OTA. E questa è cosa buona e giusta.
Il problema della parity rate
Il problema della parity rate
Adesso però, come già segnalato nell’articolo su TripConnect, c’è il problema della parity-rate: non si può offrire un prezzo migliore nel proprio sito. Forse non ci avevamo mai fatto caso, ma quando abbiamo firmato i vari contratti con Booking.com, con Hotel.de, Initalia, HRS, Expedia, Venere e compagnia bella, abbiamo anche acconsentito a non offrire un prezzo inferiore nel proprio sito, rispetto a quello offerto dalle OTA. Ma vi rendete conto? E’ pura follia. E questo era un motivo per cui TripConnect non può stare in piedi, in quanto non puoi offrire una tariffa più bassa, altrimenti Booking.com per esempio ti scrive subito una bella letterina in cui ti dice di allineare le tariffe. (Ah, per inciso: chissà come saranno contenti gli sviluppatori di quei programmi che con un click ti allineavano tutte le tariffe delle OTA per garantire la parity-rate).
Allora cosa abbiamo fatto? Abbiamo cercato alcuni hotel che avevano aderito a TripConnect e che offrivano prezzi inferiori prenotando dal sito ufficiale (si parla di addirittura € 30.00 di differenza tra la prenotazione su Booking.com e il sito ufficiale). Poi abbiamo scritto a Booking.com dicendo che alcuni hotel non rispettavano la parity-rate e chiedevamo se la clausola era sempre valida.
Elenco alberghi a Parigi su Tripadvisor
Elenco alberghi a Parigi su Tripadvisor
Ci hanno risposto che non riescono a controllare tutte le strutture e che comunque avrebbero scritto direttamente agli hotel per far correggere le tariffe. Morale della favola? Dopo 3 mesi le tariffe sono rimaste sempre le stesse ed è sempre più conveniente prenotare dal sito ufficiale riportato su TripConnect che da Booking.com.
Ci siamo quasi, un altro passo ed arriviamo al nocciolo della questione.
Alcuni giorni fa cosa succede? Succede che
“La clausola del “miglior prezzo”, imposta dal portale HRS agli alberghi, costituisce una violazione del diritto della concorrenza. Lo ha stabilito il Bundeskartellamt (l’Autorità Antitrust tedesca), che ha vietato a HRS di continuare ad applicare la cosiddetta clausola
della nazione più favorita e ne ha ordinato la cancellazione dai contratti con gli hotel a partire dal 1º marzo 2014. Un analogo procedimento è stato avviato nei confronti dei portali Booking.com ed Expedia, che utilizzano clausole simili nei propri contratti [Fiat Flash].
Dunque quello che avevo previsto in questo articolo ha avuto la sua evoluzione. Ma la faccenda è drammatica, perchè non è che hanno cercato di far rispettare la parity-rate. No, anzi! La eliminano, per Diana!
E finalmente eccoci al punto: come mai viene eliminata la parity-rate? Come mai è meglio eliminare questa clausola invece che farla rispettare? Chi ha deciso questo? Chi hanno interpellato? E’ un bene o è un male? Chi c’è dietro a tutto questo?
Ad un primo impatto sembra davvero una cosa fantastica: posso offrire il miglior prezzo sul mio sito in modo che i clienti prenotano con me perchè risparmiano. Non riceverò più e-mail da parte delle OTA in cui mi dicono che ho violato la parity-rate. Olèèèèèè!
Ma la domanda rimane sempre aperta: perchè l’hanno eliminata? Ci siete già arrivati? Avete in mente come mai, vero? Esatto, c’è qualcuno dietro che ha spinto questa cosa. Se qualcuno non lo ha ancora capito, ve lo mostro io: ultimi passi.
Il fiasco dei Profili Aziendali di Tripadvisor
Il fiasco dei Profili Aziendali di Tripadvisor
Perchè aderire a TripConnect (pagando oltre € 780.00) se non posso offrire un prezzo più basso rispetto alle altre OTAs? E’ ovvio che a parità di tariffa il cliente sceglierà la OTA, per tutti i motivi già detti e ridetti (perchè è famoso, perchè ha sempre usato quello, perchè si fida di più, eccetera, eccetera, eccetera). Quindi l’albergatore proverà comunque ad offrire una tariffa più bassa se si prenota dal proprio sito, rischiando di essere contattato dalle OTAs per rispettare la clausola della parity-rate. Ed ecco che invece nessuno gli scrive dicendo di livellare le tariffe. Quindi la parity-rate va a farsi friggere. Anzi, viene fatta addirittura una legge che vieta la clausola a partire dal 1° Marzo del 2014. Perchè Booking.com non fa rispettare questa clausola? Perchè, come tutte le altre OTAs, ha stretto un accordo con Tripadvisor e prende un botto di quattrini. Hanno eliminato la parity-rate per consentire agli albergatori di offrire una tariffa più vantaggiosa su TripConnect. Questo comporta un incremento spaventoso di strutture che aderiranno a TripConnect di Tripadvisor, che pagheranno un sacco di soldi per i pay-per-click, che spenderanno in media € 3570.00 all’anno per attivare il profilo aziendale per poter avere TripConnect.
Quindi Tripadvisor paga tutte le OTAs per far sì che l’albergo possa mostrare tariffe più vantaggiose per il sito ufficiale delle strutture (così facendo si garantisce molti più clienti che aderiscono alla nuova piattaforma). Di conseguenza le prenotazioni sulle OTAs subiranno un calo spaventoso perchè i clienti prenoteranno la tariffa più bassa direttamente con il sito ufficiale e le nostre care OTAs che per oltre 20 anni ci hanno accompagnato (vivendo sulle nostre spalle) andranno inevitabilmente incontro al fallimento.
Anche perchè la previsione, seguendo questo ragionamento logico appena fatto, è che le strutture cancelleranno tutti i contratti che hanno con le OTAs per avere un unico e solo referente ed intermediario che è TripConnect. In effetti a conti fatti, sembrerebbe meglio pagare circa € 400.00 al mese a Tripadvisor e TripConnect che pagare le commissioni alle OTAs che ovviamente ammonterebbero a molto di più in fondo all’anno. Quindi la cosa migliore da fare sarebbe quella di chiudere tutti i contratti con le OTAs, abbonarsi ai profili aziendali di Tripadvisor, attivare TripConnect per la propria struttura e vendere le camere esclusivamente con il proprio sito ufficiale tramite TripConnect. Ma se ci pensate bene alla fine anche TripConnect è una nuova OTA. Perchè se su TripConnect esce il vostro sito ufficiale assieme a quello di Booking.com, siete già fregati e prenoteranno sempre con le OTAs.
Non pagare Tripadvisor per avere le tue prenotazioni
Non pagare Tripadvisor per avere le tue prenotazioni
E poi, dulcis in fundo, per far riflettere un pochino: affidereste la vostra attività esclusivamente ad una piattaforma di malandrini come Tripadvisor che non riesce nemmeno più a gestire le recensioni presenti sul suo sito? E con cui non è possibile nemmeno parlarci direttamente se non tramite avvocati? Alla fine, da portale di recensioni si è trasformato in un altro portale di prenotazioni on-line. E la vostra immagine nel mondo, la vostra pubblicità, il vostro intermediario, volete proprio che sia affidato solo a Tripadvisor?
Sta di fatto che continuando su questa strada, sì, le OTAs stanno andando incontro al fallimento, ma l’abolizione della clausola parity-rate di fatto non è affatto una bella notizia.
Come sempre attendo le Vostre riflessioni e correzioni. Auguro a tutti un ottimo 2014 carico di prenotazioni dirette a commissione 0%!
FONGE: http://guestadvisor.wordpress.com