Europei in viaggio, nonostante la crisi. Da un recente Eurobarometro sul turismo risulta che nel 2010 è aumentato il numero dei cittadini europei ha viaggiato per motivi privati: il 68% contro il 65% del 2009. E circa tre-quarti (il 73%) dei cittadini dell'UE ha fatto un viaggio di svago o d'affari; i più convinti viaggiatori sono i finlandesi (89%), i danesi (87%), gli olandesi e svedesi (entrambi con 87%), i lussemburghesi (85%) e i norvegesi (84%).
Le mete preferite continuano ad essere quelle turistiche tradizionali (58%), mentre un 28% vorrebbe scoprire le nuove destinazioni. L'attrattività dei luoghi è l'elemento decisivo nella scelta della destinazione, seguono l'interesse per il patrimonio culturale e le possibilità di svago; per più di un terzo dei viaggiatori la ricerca di "riposo e svago" è la motivazione principale del loro viaggio.
Nel 2010 più della metà dei cittadini dell'UE (il 57%) ha organizzato individualmente le proprie vacanze principali, ma questa strategia è ancora più diffusa nei paesi candidati come la Turchia (80%), l'Islanda (79%) e la Croazia (78%).
Per le prossime vacanze, l'Italia è la destinazione turistica menzionata più spesso, dall'11,5% degli intervistati; al secondo posto c'è la Spagna con l'8,6% e al terzo la Francia (8,2%). Il 23% dei cittadini dell'UE non ha ancora deciso dove andare in vacanza, ma il 58% prevede di trascorrerle nel proprio paese o in un altro paese dell'UE.
L'indagine, condotta a febbraio 2011 su 30.000 cittadini scelti a caso, di età superiore ai 15 anni, è stata presentata oggi da Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, alla Conferenza europea sul turismo organizzata a Budapest dalla presidenza ungherese e dalla Commissione europea. "Il fatto che il 58% dei cittadini dell'UE decida di passare le vacanze in Europa - ha commentato Tajani - indica che, in linea generale, l'industria turistica è sulla via della ripresa e sta ridiventando un'industria in crescita".
La Commissione europea conduce ogni anno, dal 2008, questa indagine per monitorare le tendenze nel medio e lungo termine dei cittadini europei rispetto a viaggi e turismo. Ciò consente sia alla Commissione sia alle parti interessate di reagire ai cambiamenti che intervengono nella domanda turistica e funge da importante strumento nel processo decisionale attinente al turismo nonché per la pianificazione ad opera dell'industria turistica, in particolare per quanto concerne i tipi di turismo e le destinazioni più frequenti.
Secondo i dati Eurostat, nel 2010 i pernottamenti di non residenti erano stati il fattore principale nelle cifre complessive sulla crescita del settore: gli alberghi e le altre strutture ricettive hanno segnalato una forte ripresa (+5,1%) rispetto ai pernottamenti dei residenti (+1,1%). La crescita registrata nel 2010 ha compensato per circa due terzi la contrazione del 2008 e del 2009 per quanto concerne i pernottamenti complessivi e i pernottamenti dei non residenti. Il numero di pernottamenti di residenti, che è stato meno influenzato dalla crisi, ha raggiunto nel 2010 un livello senza precedenti.
sabato 14 maggio 2011
La preferita d'Europa: Italia regina del turismo
E adesso qualcuno dirà che siamo in campagna elettorale e facciamo il tifo per il solito Cavaliere. Ma se l’Italia è diventata la meta delle vacanze più desiderata dai cittadini europei e supera persino la Francia snob o l'economica Spagna, non è di certo merito dell’opposizione. Il governo aveva messo questo obiettivo tra le priorità, affidando il ministero per il Turismo a Michela Vittoria Brambilla. E Berlusconi ha voluto usare la sua immagine sorridente a far da garanzia per le bellezze del nostro paese, unico primo ministro del mondo a mettere «la faccia» su uno spot a favore del proprio Paese.
Anche la «ministra» ce l’ha messa tutta. Ha ideato il Codice del turismo per tutelare i visitatori, il numero verde per gli stranieri, il bonus vacanze per gli indigenti, ha sensibilizzato alberghi e spiagge per l’accoglienza degli amici a quattro zampe. Fresco di stampa è pure il Manifesto per la promozione del turismo accessibile, che assicura ai disabili (milioni di persone in tutta Europa) un’offerta turistica adeguata e servizi «senza barriere». Brambilla ha promosso con ogni mezzo, dunque, la nostra Penisola, al di qua e al di là delle Alpi. Ha sponsorizzato luoghi e cucina in Oriente e in America, ha organizzato veri propri banchetti nelle piazze centrali delle varie capitali europee. Ha ascoltato le richieste di tutti, a cominciare dai tour operator tedeschi che non riescono a posteggiare i loro mega-pulman nei piccoli comuni o tutti gli stranieri che si lamentano per dover pagare la tassa degli alberghi nelle città d’arte.
Insomma, conquistarsi la fiducia dei cittadini europei non è solo aver belle opere da mostrare e spiagge su cui prendere il sole. È anche accoglienza e gestione intelligente delle risorse. E questo governo, che lo vogliano o no gli oppositori, ha fatto centro. I dati dell'Eurobarometro, (con 30mila interviste a cittadini in 27 paesi europei) lo confermano: l'Italia è la destinazione turistica menzionata più spesso nella pianificazione delle vacanze per il 2011 (12%). La Spagna arriva solo al secondo posto con l'8,6% seguita dalla Francia (8,2%). I viaggiatori più accaniti sono i finlandesi (89%), seguiti dai danesi (87%), olandesi e svedesi (entrambi con 87%), lussemburghesi (85%) e i norvegesi (84%). Perché gli stranieri preferiscono l’Italia? Tre su dieci sostengono che in Italia si trovano luoghi molto attraenti, un patrimonio culturale unico al mondo, molte possibilità di svago. Insomma, si può spaziare da Venezia a Roma, dalla Sardegna alla Toscana, da Riccione a Rimini. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Molti, quasi quattro su dieci intervistati, puntano sull’Italia anche per «riposarsi e svagarsi», oppure per «il sole e le spiagge» o per «visitare parenti o amici». Vincenti però sono anche le destinazioni «inusuali ed emergenti».
Tre su dieci, si divertono a scoprire i piccoli tesori nascosti di cui è ricca l'Italia.
Il 2011 è ormai considerato da tutti gli operatori l’anno dell’inversione di tendenza, con il ritorno del turismo in Europa, come ha sottolineato il vice presidente della Commissione di Bruxelles Antonio Tajani. E il ministro Brambilla non ha nascosto la sua soddisfazione per i risultati dell’indagine, presentati durante la Conferenza europea del turismo a Budapest
Anche la «ministra» ce l’ha messa tutta. Ha ideato il Codice del turismo per tutelare i visitatori, il numero verde per gli stranieri, il bonus vacanze per gli indigenti, ha sensibilizzato alberghi e spiagge per l’accoglienza degli amici a quattro zampe. Fresco di stampa è pure il Manifesto per la promozione del turismo accessibile, che assicura ai disabili (milioni di persone in tutta Europa) un’offerta turistica adeguata e servizi «senza barriere». Brambilla ha promosso con ogni mezzo, dunque, la nostra Penisola, al di qua e al di là delle Alpi. Ha sponsorizzato luoghi e cucina in Oriente e in America, ha organizzato veri propri banchetti nelle piazze centrali delle varie capitali europee. Ha ascoltato le richieste di tutti, a cominciare dai tour operator tedeschi che non riescono a posteggiare i loro mega-pulman nei piccoli comuni o tutti gli stranieri che si lamentano per dover pagare la tassa degli alberghi nelle città d’arte.
Insomma, conquistarsi la fiducia dei cittadini europei non è solo aver belle opere da mostrare e spiagge su cui prendere il sole. È anche accoglienza e gestione intelligente delle risorse. E questo governo, che lo vogliano o no gli oppositori, ha fatto centro. I dati dell'Eurobarometro, (con 30mila interviste a cittadini in 27 paesi europei) lo confermano: l'Italia è la destinazione turistica menzionata più spesso nella pianificazione delle vacanze per il 2011 (12%). La Spagna arriva solo al secondo posto con l'8,6% seguita dalla Francia (8,2%). I viaggiatori più accaniti sono i finlandesi (89%), seguiti dai danesi (87%), olandesi e svedesi (entrambi con 87%), lussemburghesi (85%) e i norvegesi (84%). Perché gli stranieri preferiscono l’Italia? Tre su dieci sostengono che in Italia si trovano luoghi molto attraenti, un patrimonio culturale unico al mondo, molte possibilità di svago. Insomma, si può spaziare da Venezia a Roma, dalla Sardegna alla Toscana, da Riccione a Rimini. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Molti, quasi quattro su dieci intervistati, puntano sull’Italia anche per «riposarsi e svagarsi», oppure per «il sole e le spiagge» o per «visitare parenti o amici». Vincenti però sono anche le destinazioni «inusuali ed emergenti».
Tre su dieci, si divertono a scoprire i piccoli tesori nascosti di cui è ricca l'Italia.
Il 2011 è ormai considerato da tutti gli operatori l’anno dell’inversione di tendenza, con il ritorno del turismo in Europa, come ha sottolineato il vice presidente della Commissione di Bruxelles Antonio Tajani. E il ministro Brambilla non ha nascosto la sua soddisfazione per i risultati dell’indagine, presentati durante la Conferenza europea del turismo a Budapest
lunedì 9 maggio 2011
Turismo montano Toscana: calo del 6% nel 2010
“I dati del turismo montano 2010 confermano lo stato di sofferenza della montagna: in tutta la regione il turismo montano registra poco più di 1 milione di presenze con una contrazione del 6% rispetto al 2009”. Lo ha affermato l’assessore regionale al turismo Cristina Scaletti partecipando all’inaugurazione a Montecatini della mostra, ”Vivere l’Appennino”. La Scaletti ha sottolineato che la Regione sta lavorando per attivare le più moderne azioni promozionali come dimostra l’uso sempre più raffinato del portale regionale www.turismo.intoscana.it. Inoltre è stato attivato un tavolo operativo che sta monitorando le singole opportunità di intervento.
domenica 8 maggio 2011
Italiani più esigenti sul turismo in rete
Le tendenze di acquisto in Internet di viaggi e trasporti stanno cambiando. Una prima indagine commissionata da Easy Viaggio conferma l'appeal di un settore che vedrà, progressivamente, utenti sempre più preparati
La possibilità di prenotare via Internet viaggi e vacanze ha cambiato le abitudini di molti italiani. Le cambierà ancora, secondo gli esperti, che intravedono un’onda lunga di crescita progressiva del settore e una competenza via via più accurata degli utenti. L’ultima ricerca sul fenomeno è stata commissionata da Easy Viaggio, portale di comparazione sugli acquisti on line di turismo, a GFK Eurisko.
I dati, annunciati il 4 maggio in una conferenza stampa a Milano, confermano l’alto grado di appeal di un segmento che, da sempre, è una delle voci più importanti dell’intero mercato del commercio elettronico, in Italia e all’estero. Secondo GFK Eurisko, il mercato europeo del turismo in rete varrebbe 70 miliardi di euro. I volumi nazionali arrivebbero a 4,274 miliardi di euro, stando ai numeri del 2010, per una percentuale che sarebbe il 18 per cento del segmento del turismo.
Le informazioni di viaggio si raccolgono sempre di più sul web
A novembre 2010, School of Mangegement del Politecnico di Milano, che insieme a NetComm, Consorzio del commercio elettronico italiano, cura da anni un rapporto periodico, aveva dichiarato che l’e-commerce raggiungeva, nel turismo, il 12,5 per cento sul totale delle vendite al dettaglio. Numeri promettenti rispetto all’anno scorso, secondo gli analisti, anche se lo sviluppo nazionale del settore vedeva un certo ritardo rispetto alla media europea.
Il campione intervistato da Gfk Eurisko mostra un’Italia tuttora divisa in due: la metà circa degli intervistati non usa Internet, la seconda metà ha buona dimestichezza con la rete e tra questi la maggior parte, il 79 per cento, dichiara di programmare le vacanze on line. Questo non significa che prenota l’intero pacchetto in rete, ma che, anche laddove non acquista, si rivolge con frequenza a portali dedicati, social network, siti di operatori o magazine per raccogliere informazioni, scambiarsi opinioni e consigli, confrontare i prezzi.
I navigatori più esperti utilizzano lo smartphone
L’acquisto di voli e vacanze via Internet fa parte, insomma, di un panorama più vasto di esperienze nelle quali l’utente è sempre meno un cliente passivo. Chi sceglie Internet ama la velocità del mezzo, la facilità di confrontare diverse offerte e trovare soluzioni economiche e adatte alle proprie esigenze. Chi invece preferisce le agenzie di viaggio conferma gli argomenti più utilizzati a svantaggio della rete: la mancanza di un rapporto personale con un consulente, i rischi per la sicurezza delle transazioni. Su entrambi i canali, Internet e le agenzie di viaggio, la presenza di una piccola quota di “insoddisfatti” è un’altra testimonianza del crescere delle capacità di giudizio critico sul servizio. I navigatori più esperti iniziano a servirsi anche del proprio smartphone per informarsi sulle possibilità di vacanza: sono, ad oggi, una minoranza, che però gli operatori osservano con attenzione.
La possibilità di prenotare via Internet viaggi e vacanze ha cambiato le abitudini di molti italiani. Le cambierà ancora, secondo gli esperti, che intravedono un’onda lunga di crescita progressiva del settore e una competenza via via più accurata degli utenti. L’ultima ricerca sul fenomeno è stata commissionata da Easy Viaggio, portale di comparazione sugli acquisti on line di turismo, a GFK Eurisko.
I dati, annunciati il 4 maggio in una conferenza stampa a Milano, confermano l’alto grado di appeal di un segmento che, da sempre, è una delle voci più importanti dell’intero mercato del commercio elettronico, in Italia e all’estero. Secondo GFK Eurisko, il mercato europeo del turismo in rete varrebbe 70 miliardi di euro. I volumi nazionali arrivebbero a 4,274 miliardi di euro, stando ai numeri del 2010, per una percentuale che sarebbe il 18 per cento del segmento del turismo.
Le informazioni di viaggio si raccolgono sempre di più sul web
A novembre 2010, School of Mangegement del Politecnico di Milano, che insieme a NetComm, Consorzio del commercio elettronico italiano, cura da anni un rapporto periodico, aveva dichiarato che l’e-commerce raggiungeva, nel turismo, il 12,5 per cento sul totale delle vendite al dettaglio. Numeri promettenti rispetto all’anno scorso, secondo gli analisti, anche se lo sviluppo nazionale del settore vedeva un certo ritardo rispetto alla media europea.
Il campione intervistato da Gfk Eurisko mostra un’Italia tuttora divisa in due: la metà circa degli intervistati non usa Internet, la seconda metà ha buona dimestichezza con la rete e tra questi la maggior parte, il 79 per cento, dichiara di programmare le vacanze on line. Questo non significa che prenota l’intero pacchetto in rete, ma che, anche laddove non acquista, si rivolge con frequenza a portali dedicati, social network, siti di operatori o magazine per raccogliere informazioni, scambiarsi opinioni e consigli, confrontare i prezzi.
I navigatori più esperti utilizzano lo smartphone
L’acquisto di voli e vacanze via Internet fa parte, insomma, di un panorama più vasto di esperienze nelle quali l’utente è sempre meno un cliente passivo. Chi sceglie Internet ama la velocità del mezzo, la facilità di confrontare diverse offerte e trovare soluzioni economiche e adatte alle proprie esigenze. Chi invece preferisce le agenzie di viaggio conferma gli argomenti più utilizzati a svantaggio della rete: la mancanza di un rapporto personale con un consulente, i rischi per la sicurezza delle transazioni. Su entrambi i canali, Internet e le agenzie di viaggio, la presenza di una piccola quota di “insoddisfatti” è un’altra testimonianza del crescere delle capacità di giudizio critico sul servizio. I navigatori più esperti iniziano a servirsi anche del proprio smartphone per informarsi sulle possibilità di vacanza: sono, ad oggi, una minoranza, che però gli operatori osservano con attenzione.
Livorno. La Toscana che sorprende
"Se fossi un livornese, di quelli veri che dicono "deh" e parlano a mano aperta, muovendo le dita, come per far vedere che nelle loro parole non c'è imbroglio, vorrei star di casa in qualche Scalo della Venezia...Che bella vita sarebbe, che vita semplice e felice". Di tutti i "maledetti toscani" descritti da Curzio Malaparte, i livornesi sono i più veraci e meno snob, gente di mare che alla puzza sotto al naso di fiorentini e senesi contrappone quella acre, più vera, che sale dal porto. E lo fa con orgoglio. Il fascino della più giovane delle città toscane sta tutto qui, in quel suo cuore rosso e instancabile, talmente vivo da aver ispirato alcuni tra i migliori prodotti artistici italiani degli ultimi anni, dai film di Paolo Virzì alle canzoni di Bobo Rondelli ai libri di Silvia Avallone, talmente combattivo da aver ricevuto, nel 1906, la medaglia d'oro come "Benemerita del Risorgimento nazionale".
Ma ridurre Livorno a una cittadina di mare dove, a dispetto dei tempi, sopravvivono comunisti, proverbi coloriti, "deh" e cacciucco, è un errore enorme. Per capirlo basta prendere un gelato nell'elegantissima Terrazza Mascagni, una scacchiera di 8700 metri quadrati che si affaccia sul mare (uno più puliti della Toscana, soprattutto dalle parti di Calafuria) con una balaustra di 4100 colonnine. Uno spettacolo per gli occhi che al tramonto fa venir voglia di trasferirsi in terra labronica, idea che si rafforza poco dopo, entrando in una delle trattorie che cucinano il pesce divinamente e a prezzi abbordabili (la diatriba su chi faccia il cacciucco migliore è aperta: c'è chi dice Da Galileo e chi al Sottomarino, ma si mangia bene un po' dappertutto) e che trova conferma definitiva di fronte al bancone del Bar Civili, in via della Vigna, dove tra gagliardetti di squadre di calcio e livornesi che giocano a carte si serve il miglior "ponce" della città.
Ma la parte più affascinante, più storica di Livorno, si trova naturalmente sul mare, in quello che i livornesi chiamano il "quartiere Venezia", o "Venezia Nuova", per via dei canali che lo attraversano, l'unico ad aver salvato i propri gioielli storici e architettonici dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. E' questo il vero centro storico della città, un quartiere che sembra un villaggio di pescatori, sapientemente valorizzato dall'amministrazione, che lo ha modernizzato senza fargli perdere un filo del suo fascino originario. Qui ogni estate la città si anima con Effetto Venezia, manifestazione che porta eventi culturali di ogni tipo, e sempre qui ha sede uno dei più importanti eventi enogastronomici d'Italia, Mare di Vino, che quest'anno dal 14 al 16 maggio porterà a Livorno gli chef migliori del Belpaese e vini cosiddetti "da tavola" ma pregiatissimi, il tutto liberamente degustabile per 10 euro. "La città sta diventando un punto di riferimento per il turismo enogastronomico di settore - spiega il sommelier Giovanni Raimondi, uno degli organizzatori - e l'inserimento nella location del quartiere Venezia fa parte di un programma di valorizzazione delle bellezze storiche e del patrimonio culturale che negli cinque ultimi anni ha dato i suoi frutti"
FONTE: Repubblica.it
Ma ridurre Livorno a una cittadina di mare dove, a dispetto dei tempi, sopravvivono comunisti, proverbi coloriti, "deh" e cacciucco, è un errore enorme. Per capirlo basta prendere un gelato nell'elegantissima Terrazza Mascagni, una scacchiera di 8700 metri quadrati che si affaccia sul mare (uno più puliti della Toscana, soprattutto dalle parti di Calafuria) con una balaustra di 4100 colonnine. Uno spettacolo per gli occhi che al tramonto fa venir voglia di trasferirsi in terra labronica, idea che si rafforza poco dopo, entrando in una delle trattorie che cucinano il pesce divinamente e a prezzi abbordabili (la diatriba su chi faccia il cacciucco migliore è aperta: c'è chi dice Da Galileo e chi al Sottomarino, ma si mangia bene un po' dappertutto) e che trova conferma definitiva di fronte al bancone del Bar Civili, in via della Vigna, dove tra gagliardetti di squadre di calcio e livornesi che giocano a carte si serve il miglior "ponce" della città.
Ma la parte più affascinante, più storica di Livorno, si trova naturalmente sul mare, in quello che i livornesi chiamano il "quartiere Venezia", o "Venezia Nuova", per via dei canali che lo attraversano, l'unico ad aver salvato i propri gioielli storici e architettonici dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. E' questo il vero centro storico della città, un quartiere che sembra un villaggio di pescatori, sapientemente valorizzato dall'amministrazione, che lo ha modernizzato senza fargli perdere un filo del suo fascino originario. Qui ogni estate la città si anima con Effetto Venezia, manifestazione che porta eventi culturali di ogni tipo, e sempre qui ha sede uno dei più importanti eventi enogastronomici d'Italia, Mare di Vino, che quest'anno dal 14 al 16 maggio porterà a Livorno gli chef migliori del Belpaese e vini cosiddetti "da tavola" ma pregiatissimi, il tutto liberamente degustabile per 10 euro. "La città sta diventando un punto di riferimento per il turismo enogastronomico di settore - spiega il sommelier Giovanni Raimondi, uno degli organizzatori - e l'inserimento nella location del quartiere Venezia fa parte di un programma di valorizzazione delle bellezze storiche e del patrimonio culturale che negli cinque ultimi anni ha dato i suoi frutti"
FONTE: Repubblica.it
Internet nuova frontiera di crescita per il turismo
Crescono nel 2010 le presenze turistiche in Toscana del 2,5%, secondo gli ultimi dati resi noti dall'ufficio di statistica della Regione, che ha anche presentato il bilancio della campagna Voglio Vivere Cosi, che ha offerto la possibilità di sperimentare tutti i nuovi canali di comunicazione che la rete e i social media offrono.
Il successo conquistato deriva dall'aver saputo intercettare al momento giusto le evoluzioni del mercato turistico generati dalla rivoluzione del web 2.0. Dai dati presentati emerge che la variazione delle presenze del 2010 sul 2009 a livello nazionale è stata -0,7%, dove il dato toscano si pone dunque in controtendenza rispetto a quello italiano.
Anche nel 2009 la Toscana aveva tenuto con un -0,7% a fronte di un calo sul piano nazionale del -4,6% e le presenze dall'estero sono aumentate del 7,8%. A sostenere questa crescita è stata sia la campagna Voglio vivere così, sia il sito web turismo. intoscana. It, dedicata agli operatori del settore turistico con oltre 13.000 pagine viste al mese e alla sezione Viaggi&Vacanze con il sistema di booking che ha registrato 200 mila pagine viste ogni mese.
Secondo i dati, inoltre, sono oltre 240 milioni le persone che negli ultimi 12 mesi hanno visualizzato contenuti sulla Toscana. La Toscana è, inoltre, l'unica regione d'Italia ad avere una brand channel su Youtube e una pagina su FourSquare
Il successo conquistato deriva dall'aver saputo intercettare al momento giusto le evoluzioni del mercato turistico generati dalla rivoluzione del web 2.0. Dai dati presentati emerge che la variazione delle presenze del 2010 sul 2009 a livello nazionale è stata -0,7%, dove il dato toscano si pone dunque in controtendenza rispetto a quello italiano.
Anche nel 2009 la Toscana aveva tenuto con un -0,7% a fronte di un calo sul piano nazionale del -4,6% e le presenze dall'estero sono aumentate del 7,8%. A sostenere questa crescita è stata sia la campagna Voglio vivere così, sia il sito web turismo. intoscana. It, dedicata agli operatori del settore turistico con oltre 13.000 pagine viste al mese e alla sezione Viaggi&Vacanze con il sistema di booking che ha registrato 200 mila pagine viste ogni mese.
Secondo i dati, inoltre, sono oltre 240 milioni le persone che negli ultimi 12 mesi hanno visualizzato contenuti sulla Toscana. La Toscana è, inoltre, l'unica regione d'Italia ad avere una brand channel su Youtube e una pagina su FourSquare
giovedì 5 maggio 2011
Decolla l’Area vasta Toscana sud.
Governance comune per lo sviluppo di quella che viene definita “l’altra Toscana”, in coerenza con gl’indirizzi del Programma regionale di sviluppo
Dopo le scelte su rifiuti e Tpl, accelera il processo di programmazione comune
Battesimo per l’Area vasta Toscana sud questa mattina con una riunione delle tre Giunte provinciali di Arezzo, Grosseto e Siena tenutasi all’hotel Terme di Petriolo. La location, a ridosso del viadotto del Petriolo lungo la E-78 Strada dei Due Mari, è stata scelta per il suo valore simbolico, essendo collocata sull’arteria di collegamento che attraversa i tre territori provinciali.
A promuovere l’incontro, che rappresenta l’avvio di un vero e proprio “cantiere istituzionale”, i tre presidenti Roberto Vasai (Ar), Leonardo Marras (Gr) e Simone Bezzini (Si). Consci dell’importanza di strutturare l’Area vasta Toscana sud anche in vista della partecipazione ai bandi per i Progetti integrati di sviluppo (Pis) e per i Progetti integrati di filiera (Pif - agricoltura), previsti come strumenti operativi di sostegno ai diversi settori economici dal Programma regionale di sviluppo (Prs). “L'incontro di oggi, che ha caratteristiche molto operative perché insieme agli amministratori ci sono anche tecnici e dirigenti – spiega il Presidente della Provincia Roberto Vasai. Intendiamo valorizzare una parte di Toscana che ne rappresenta la metà come estensione territoriale. Lavoriamo insieme già da 10 anni sul terreno della promozione agricola con importanti risultati, ma sono convinto che questo settore abbia ancora una grande potenzialità di sviluppo. Le nostre sono tre province percepite dai cittadini, che hanno una forte capacità di dialogare con il proprio territorio – conclude Vasai - e che rappresentano una parte importante di quell'Italia di mezzo troppo spesso dimenticata nel dibattito nazionale che ha saputo unire, e che vuole continuare a farlo, la capacità di mantenere inalterata la propria bellezza paesaggistica con una grande apertura allo sviluppo”.
L’obiettivo è di costruire un modello di “governance” interprovinciale che consenta di programmare in modo congiunto gli interventi relativi ai principali settori di competenza dei tre enti e che punti su un'idea di forte integrazione che comprenda il manifatturiero, il terziario e tutte quelle attività legate alle eccellenze dei territori rurali e alle nuove frontiere della sostenibilità. La governance cooperativa tra le tre Province è frutto di una visione innovativa dei rapporti fra territori e tiene conto di una spinta dal basso a concertare le scelte che viene da parte dei diversi livelli istituzionali e delle rappresentanze socio economiche.
Questo processo, d’altra parte, nell’area vasta Toscana sud è già stato anticipato nel settore del Trasporto pubblico - con l’aggregazione delle aziende delle tre provincie di Arezzo (Lfi), Grosseto (Rama) e Siena (Train), con l’aggiunta di Piombino (Atm), che hanno dato vita a Tiemme Spa – e in quello dei rifiuti, con la redazione (per primi in Toscana) del Piano interprovinciale di gestione dei rifiuti e la pubblicazione del bando per individuare il gestore unico che sarà scelto entro fine 2011.
Tra i temi di maggior rilievo sui quali si sofferma il documento sottoscritto al termine dei lavori della mattinata, stanno le infrastrutture, con al centro il completamento dei tratti toscani della E-78 nel rispetto di quanto previsto dall’accordo di programma Stato-Regione del gennaio 2010. E’ la priorità delle priorità infrastrutturali sulla quale concentrare gli sforzi e, per questo, entro il 2011 l’Area vasta Toscana sud promuoverà una giornata di mobilitazione interistituzionale da dedicare alla Due Mari. Il collegamento efficiente tra Tirreno ed Adriatico è infatti fondamentale per alimentare l’interscambio commerciale tra le aree del centro Italia e facilitare l’afflusso dei turisti. Allo stesso tempo va aperta una riflessione sulle infrastrutture ferroviarie e sul loro ruolo rispetto alla mobilità di persone e merci. In tema di Promozione economica le Province di Arezzo, Grosseto e Siena adotteranno politiche comuni per promuovere lo sviluppo delle Pmi, in particolare del comparto manifatturiero. Agevolazioni al credito, sostegno all’internazionalizzazione, semplificazione amministrativa, formazione professionale, sono i veicoli principali d’intervento per contribuire allo sviluppo del tessuto d’impresa, in sintonia con il Piano Regionale di Sviluppo. Tra i temi affrontati, quello della cosiddetta Green economy. L’Area vasta Toscana sud si candida ad essere il primo territorio regionale “ad emissioni zero” (carbon free), puntando sulla filiera delle energie rinnovabili, su produzioni a basso impatto ambientale e ad alto valore aggiunto, risparmio ed efficienza energetica, industria del riciclo. Importante, il tema del Turismo. L’abolizione delle Apt e l’alto peso specifico del comparto dei servizi turistici, richiedono una più raffinata strategia di promozione e marketing. In particolare attraverso una programmazione comune degli eventi più significativi e integrando la variegata offerta turistica con la promozione delle tipicità dei territori: dalla cultura al termalismo fino all'enogastronomia e alle riserve naturali. Condivisione anche sull’obiettivo di integrare le realtà che si occupano di attività fieristiche ed espositive nelle tre province e di programmare in comune lo sviluppo della rete degli snodi logistici nella Toscana del sud. Sulla questione dei rifiuti, per la quale è già avviato il procedimento per il piano interprovinciale, gli obiettivi condivisi sono l’incremento e l’omogeneizzazione della raccolta differenziata nei territori delle tre province. Ma anche la messa a punto di linee guida per la gestione dei rifiuti speciali che, sebbene non soggetti alla programmazione pubblica come i rifiuti solidi urbani, costituiscono un flusso di materia particolarmente significativo.
Nel pomeriggio, il “cantiere istituzionale” dell’Area vasta Toscana sud si articola in quattro tavoli tematici permanenti che si riuniscono per la prima volta, con questo schema:
A) Sviluppo economico e welfare locale
Attività economiche - Turismo - Cultura - Agricoltura - Promozione - Politiche Sociali - Lavoro - Formazione - Istruzione e edilizia scolastica.
B) Governo del territorio e ambiente
Urbanistica - Ambiente - Energia - Difesa del Suolo - Gestione risorsa idrica - Rifiuti - Caccia e Pesca
C) Infrastrutture, mobilità e reti telematiche
Trasporti - Viabilità - Infrastrutture - Reti tecnologiche i Innovazione
D) Cantiere dell’innovazione istituzionale
Riforma del sistema regionale, La governance di aera vasta, associazione di funzioni e servizi, modernizzazione della pubblica amministrazione
Dopo le scelte su rifiuti e Tpl, accelera il processo di programmazione comune
Battesimo per l’Area vasta Toscana sud questa mattina con una riunione delle tre Giunte provinciali di Arezzo, Grosseto e Siena tenutasi all’hotel Terme di Petriolo. La location, a ridosso del viadotto del Petriolo lungo la E-78 Strada dei Due Mari, è stata scelta per il suo valore simbolico, essendo collocata sull’arteria di collegamento che attraversa i tre territori provinciali.
A promuovere l’incontro, che rappresenta l’avvio di un vero e proprio “cantiere istituzionale”, i tre presidenti Roberto Vasai (Ar), Leonardo Marras (Gr) e Simone Bezzini (Si). Consci dell’importanza di strutturare l’Area vasta Toscana sud anche in vista della partecipazione ai bandi per i Progetti integrati di sviluppo (Pis) e per i Progetti integrati di filiera (Pif - agricoltura), previsti come strumenti operativi di sostegno ai diversi settori economici dal Programma regionale di sviluppo (Prs). “L'incontro di oggi, che ha caratteristiche molto operative perché insieme agli amministratori ci sono anche tecnici e dirigenti – spiega il Presidente della Provincia Roberto Vasai. Intendiamo valorizzare una parte di Toscana che ne rappresenta la metà come estensione territoriale. Lavoriamo insieme già da 10 anni sul terreno della promozione agricola con importanti risultati, ma sono convinto che questo settore abbia ancora una grande potenzialità di sviluppo. Le nostre sono tre province percepite dai cittadini, che hanno una forte capacità di dialogare con il proprio territorio – conclude Vasai - e che rappresentano una parte importante di quell'Italia di mezzo troppo spesso dimenticata nel dibattito nazionale che ha saputo unire, e che vuole continuare a farlo, la capacità di mantenere inalterata la propria bellezza paesaggistica con una grande apertura allo sviluppo”.
L’obiettivo è di costruire un modello di “governance” interprovinciale che consenta di programmare in modo congiunto gli interventi relativi ai principali settori di competenza dei tre enti e che punti su un'idea di forte integrazione che comprenda il manifatturiero, il terziario e tutte quelle attività legate alle eccellenze dei territori rurali e alle nuove frontiere della sostenibilità. La governance cooperativa tra le tre Province è frutto di una visione innovativa dei rapporti fra territori e tiene conto di una spinta dal basso a concertare le scelte che viene da parte dei diversi livelli istituzionali e delle rappresentanze socio economiche.
Questo processo, d’altra parte, nell’area vasta Toscana sud è già stato anticipato nel settore del Trasporto pubblico - con l’aggregazione delle aziende delle tre provincie di Arezzo (Lfi), Grosseto (Rama) e Siena (Train), con l’aggiunta di Piombino (Atm), che hanno dato vita a Tiemme Spa – e in quello dei rifiuti, con la redazione (per primi in Toscana) del Piano interprovinciale di gestione dei rifiuti e la pubblicazione del bando per individuare il gestore unico che sarà scelto entro fine 2011.
Tra i temi di maggior rilievo sui quali si sofferma il documento sottoscritto al termine dei lavori della mattinata, stanno le infrastrutture, con al centro il completamento dei tratti toscani della E-78 nel rispetto di quanto previsto dall’accordo di programma Stato-Regione del gennaio 2010. E’ la priorità delle priorità infrastrutturali sulla quale concentrare gli sforzi e, per questo, entro il 2011 l’Area vasta Toscana sud promuoverà una giornata di mobilitazione interistituzionale da dedicare alla Due Mari. Il collegamento efficiente tra Tirreno ed Adriatico è infatti fondamentale per alimentare l’interscambio commerciale tra le aree del centro Italia e facilitare l’afflusso dei turisti. Allo stesso tempo va aperta una riflessione sulle infrastrutture ferroviarie e sul loro ruolo rispetto alla mobilità di persone e merci. In tema di Promozione economica le Province di Arezzo, Grosseto e Siena adotteranno politiche comuni per promuovere lo sviluppo delle Pmi, in particolare del comparto manifatturiero. Agevolazioni al credito, sostegno all’internazionalizzazione, semplificazione amministrativa, formazione professionale, sono i veicoli principali d’intervento per contribuire allo sviluppo del tessuto d’impresa, in sintonia con il Piano Regionale di Sviluppo. Tra i temi affrontati, quello della cosiddetta Green economy. L’Area vasta Toscana sud si candida ad essere il primo territorio regionale “ad emissioni zero” (carbon free), puntando sulla filiera delle energie rinnovabili, su produzioni a basso impatto ambientale e ad alto valore aggiunto, risparmio ed efficienza energetica, industria del riciclo. Importante, il tema del Turismo. L’abolizione delle Apt e l’alto peso specifico del comparto dei servizi turistici, richiedono una più raffinata strategia di promozione e marketing. In particolare attraverso una programmazione comune degli eventi più significativi e integrando la variegata offerta turistica con la promozione delle tipicità dei territori: dalla cultura al termalismo fino all'enogastronomia e alle riserve naturali. Condivisione anche sull’obiettivo di integrare le realtà che si occupano di attività fieristiche ed espositive nelle tre province e di programmare in comune lo sviluppo della rete degli snodi logistici nella Toscana del sud. Sulla questione dei rifiuti, per la quale è già avviato il procedimento per il piano interprovinciale, gli obiettivi condivisi sono l’incremento e l’omogeneizzazione della raccolta differenziata nei territori delle tre province. Ma anche la messa a punto di linee guida per la gestione dei rifiuti speciali che, sebbene non soggetti alla programmazione pubblica come i rifiuti solidi urbani, costituiscono un flusso di materia particolarmente significativo.
Nel pomeriggio, il “cantiere istituzionale” dell’Area vasta Toscana sud si articola in quattro tavoli tematici permanenti che si riuniscono per la prima volta, con questo schema:
A) Sviluppo economico e welfare locale
Attività economiche - Turismo - Cultura - Agricoltura - Promozione - Politiche Sociali - Lavoro - Formazione - Istruzione e edilizia scolastica.
B) Governo del territorio e ambiente
Urbanistica - Ambiente - Energia - Difesa del Suolo - Gestione risorsa idrica - Rifiuti - Caccia e Pesca
C) Infrastrutture, mobilità e reti telematiche
Trasporti - Viabilità - Infrastrutture - Reti tecnologiche i Innovazione
D) Cantiere dell’innovazione istituzionale
Riforma del sistema regionale, La governance di aera vasta, associazione di funzioni e servizi, modernizzazione della pubblica amministrazione
Le nuove frontiere del turismo gay
Quello che fino a pochi anni fa era considerato un mercato di nicchia, ora si rivela una vera e propria miniera d’oro per i tour operator: stiamo parlando del turismo gay friendly, che coinvolge diverse città e mete turistiche di tutta Europa, dove i membri della comunità LGBT (Lesbo Gay Bisexual Transgender) sono liberi di scambiarsi effusioni senza essere additati o giudicati. Da molti anni, nelle scelte dei turisti arcobaleno vince l’isola di Mykonos, in Grecia, che negli ultimi anni era stata sorpassata dalle mete spagnole. Scende dal podio invece la Spagna, con un quartetto di destinazioni tra le più gettonate dalla comunità gay: Ibiza, Barcellona, le isole Canarie e Madrid. Molto apprezzate, ma decisamente più care, le città della Costa Azzurra, oltre alle mete più lontane del Brasile e dell’Argentina.
Anche l’Italia, dopo anni di stereotipi e pregiudizi contro i gay, sta recuperando posizioni nella top ten delle mete più apprezzate e affollate dalla comunità arcobaleno: accanto alla splendida Gallipoli, in Puglia, scala la classifica anche Torre del Lago, l’ideale per un weekend o per un soggiorno più lungo, oltre all’intramontabile riviera romagnola.
Interessante anche l’iniziativa della Toscana che, in collaborazione con Gay.it, ha creato un portale che elenca le strutture ricettive gay-friendly sul sito della Regione, seguendo l’esempio di altri Paesi europei, come la Gran Bretagna. Sulla sezione speciale del sito sarà possibile trovare hotel, bed & breakfast, campeggi, agriturismi, ristoranti, bar e discoteche che saranno ospitali e accoglienti nei confronti di tutti gli ospiti, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.
Fonte: © restoyhoteleria.wordpress.com
Anche l’Italia, dopo anni di stereotipi e pregiudizi contro i gay, sta recuperando posizioni nella top ten delle mete più apprezzate e affollate dalla comunità arcobaleno: accanto alla splendida Gallipoli, in Puglia, scala la classifica anche Torre del Lago, l’ideale per un weekend o per un soggiorno più lungo, oltre all’intramontabile riviera romagnola.
Interessante anche l’iniziativa della Toscana che, in collaborazione con Gay.it, ha creato un portale che elenca le strutture ricettive gay-friendly sul sito della Regione, seguendo l’esempio di altri Paesi europei, come la Gran Bretagna. Sulla sezione speciale del sito sarà possibile trovare hotel, bed & breakfast, campeggi, agriturismi, ristoranti, bar e discoteche che saranno ospitali e accoglienti nei confronti di tutti gli ospiti, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.
Fonte: © restoyhoteleria.wordpress.com
domenica 1 maggio 2011
Google Analytics Multi-Channel Funnels: tutti gli step che portano alla conversione
Dove ha origine la conversione? Quali sono i canali che portano i clienti ai siti dell’hotel? È possibile tracciare il processo di prenotazione fin dall’inizio e migliorare così le performance dell’attività web? Di fatto, gli strumenti che Google Analytics mette a disposizione di default permettono di conoscere l’ultima fonte che ha portato alla conversione (last touch attribution). Ma qual è stato il primo canale che ha indirizzato l’utente verso il sito dell’hotel? E quale il percorso che lo ha portato alla prenotazione?
Presto sarà possibile saperlo. Google Analytics sta implementando nuove funzionalità che permetteranno di conoscere nel dettaglio i comportamenti dell’utente che effettua la prenotazione e i particolari sull’andamento delle campagne promozionali (cosa, ad oggi, possibile solo in AdWords e relativamente alle campagne PPC): i Multi Channel Funnels.
Per tutte le conversioni sarà possibile individuare molteplici fonti e combinazioni di canali e attribuire a ciascuno di essi importanza e peso nella scelta finale. L’influenza delle fonti sarà analizzata anche sul totale delle conversioni.
La reportistica della piattaforma più utilizzata in assoluto per il business online si arricchisce quindi di dettagli importanti e che possono rivelarsi molto utili per gli investimenti di budget in una campagna piùttosto che in un’altra. Analizzare il ruolo di tutti i canali in maniera separata permetteinfatti di orientare gli investimenti in maniera sempre più precisa. L’ultima fonte, quella che viene tracciata attualmente di default da GoogleAnalytics, non sempre è quella determinante.
Le combinazioni di fonti più efficaci. I canali di marketing che portano il cliente all’acquisto, il ruolo dei singoli canali su ogni singolo step che porta alla prenotazione, le sequenze di keywords più performanti. Tutto questo nei report dettagliati che offriranno i Multi Channel Funnels di Google Analytics e di cui mostriamo un’immagine:
Questa operazione porterà un grande valore aggiunto nel mondo della web analysis, permettendo di affinare e personalizzare le strategie di campagne SEO, Social, PPC, E-mail e tutta l’attività di web marketing. La valutazione del contributo e dell’effetto di ogni singolo canale permetterà di concentrarsi su determinate attività ed investire in maniera sempre più mirata.
A questo indirizzo è possibile richiedere in anteprima l’accesso alla nuova funzionalità di Google Analytics Multi-Channel Funnels.
FONTE: http://www.bookingblog.com
Presto sarà possibile saperlo. Google Analytics sta implementando nuove funzionalità che permetteranno di conoscere nel dettaglio i comportamenti dell’utente che effettua la prenotazione e i particolari sull’andamento delle campagne promozionali (cosa, ad oggi, possibile solo in AdWords e relativamente alle campagne PPC): i Multi Channel Funnels.
Per tutte le conversioni sarà possibile individuare molteplici fonti e combinazioni di canali e attribuire a ciascuno di essi importanza e peso nella scelta finale. L’influenza delle fonti sarà analizzata anche sul totale delle conversioni.
La reportistica della piattaforma più utilizzata in assoluto per il business online si arricchisce quindi di dettagli importanti e che possono rivelarsi molto utili per gli investimenti di budget in una campagna piùttosto che in un’altra. Analizzare il ruolo di tutti i canali in maniera separata permetteinfatti di orientare gli investimenti in maniera sempre più precisa. L’ultima fonte, quella che viene tracciata attualmente di default da GoogleAnalytics, non sempre è quella determinante.
Le combinazioni di fonti più efficaci. I canali di marketing che portano il cliente all’acquisto, il ruolo dei singoli canali su ogni singolo step che porta alla prenotazione, le sequenze di keywords più performanti. Tutto questo nei report dettagliati che offriranno i Multi Channel Funnels di Google Analytics e di cui mostriamo un’immagine:
Questa operazione porterà un grande valore aggiunto nel mondo della web analysis, permettendo di affinare e personalizzare le strategie di campagne SEO, Social, PPC, E-mail e tutta l’attività di web marketing. La valutazione del contributo e dell’effetto di ogni singolo canale permetterà di concentrarsi su determinate attività ed investire in maniera sempre più mirata.
A questo indirizzo è possibile richiedere in anteprima l’accesso alla nuova funzionalità di Google Analytics Multi-Channel Funnels.
FONTE: http://www.bookingblog.com
martedì 26 aprile 2011
Turismo, boccata d’ossigeno Ma resta la crisi
Ma dov’e’ il Cristo di Ligabue? Sì, dove si è nascosto questo mix perfetto tra la fede, il disegno istintivo e il rock? Troviamolo. Perché ieri un gruppetto di turisti lo cercava davvero. E al centro informazioni sulle scale mobili gli ci è voluto del bello e del buono per spiegargli che Ligabue canta e non dipinge, Antonio si è occupato d’altro mentre Cimabue in fondo era proprio bravino. Aneddoti di Pasquetta. Nel cuore di certe notti dove la macchina non è calda ma almeno si regala un brodino. La macchina del turismo resta imballata, non illudiamoci, ma almeno muove la classifica.
Con un pareggio: i dati degli arrivi, misurati a spanne dai centri di informazione, sono all’altezza del 2010, forse perfino un po’ meglio. E quelli degli alberghi confermano il quadro che avevamo anticipato pochi giorni fa.
Qualche esercizio sulle soglie del tutto esaurito, sabato al Minerva per esempio c’erano disponibili solo tre camere, altri non troppo sotto: come il Continentale, attestato sull’80%. Altra questione sono gli incassi. Perché anche dal 2010 al 2011 i prezzi hanno continuato a scendere e in questi giorni basta cliccare su internet per scoprire occasioni e agevolazioni. Legittima difesa contro la crisi ma che non sempre paga: e di certo non paga la stessa cifra. Chi per un giorno non si veste da Babbo Natale, e sfoggia i soliti prezzi, sorride un po’ di più, gli altri un po’ meno.
Ma tant’è: è la crisi, bellezza, e tutti fanno del loro meglio per sfangarla. Qualcuno meglio degli altri: Cortona pare non avesse un ago libero neanche se l’avessero rivestita d’oro e continua a volare sul filo di un’onda che vorrebbe non finisse mai. Ma anche Arezzo ha incassato la buona giornata delle città d’arte.
Come confermano i trend anche di altri centri della Toscana, Pasqua è sempre Pasqua: e chi si sposta per un giorno o due non sempre va al mare. A volte sì: da un centro turistico è partita la richiesta per un agriturismo, una decina di clienti con le valigie ai piedi. Ma il titolare se n’era andato sul Tirreno. E speriamo almeno che abbia aspettato tre ore dopo pranzo per fare il bagno. Qui per il pranzo hanno aspettato meno. Perché in Piazza Grande i locali erano già strapieni a mezzogiorno e hanno tirato tardi con le tovaglie apparecchiate. Chi morde e fugge senza fermarsi in albergo però spesso mangia e non solo panini. La platea di fronte ha contorni chiari.
All’Arezzo Valley delle scale mobilisolo il giorno di Pasqua 479 richieste contro le 448 della Pasqua 2010. Ieri altrettante ma ad un’ora dalla chiusura, contro le 456 della Pasquetta passata. In un mese che questa quota l’aveva raggiunta solo domenica 17 (461) e ovviamente per la Fiera: 660 persone il 3 aprile, come dire che l’Antiquaria tira sempre più di qualunque altra festa comandata.
Buone nuove anche dal centro turistico del Comune: 530 persone per Pasqua, un anno fa eano state 585 ma lo sportello era rimasto aperto quattro ore di più. Ieri il bis, perfino superato. Un 20% gli stranieri, in testa tedeschi e francesi, al resto pensano i nostri fratelli tricolori. Con il Lazio a fare la parte del leone ma ghiotti arrivi anche da altre regioni. «Ma qui andiamo avanti troppo a singhiozzo» lamenta un albergatore. Anche se dietro l’angolo c’è il primo maggio: e soprattutto c’è la Fiera, l’unico appuntamento che non tradisce mai. E che se volesse potrebbe perfino accompagnarti per mano fino al Cristo di Ligabue. Peccato che non voglia.
FONTE: LA NAZIONE
Con un pareggio: i dati degli arrivi, misurati a spanne dai centri di informazione, sono all’altezza del 2010, forse perfino un po’ meglio. E quelli degli alberghi confermano il quadro che avevamo anticipato pochi giorni fa.
Qualche esercizio sulle soglie del tutto esaurito, sabato al Minerva per esempio c’erano disponibili solo tre camere, altri non troppo sotto: come il Continentale, attestato sull’80%. Altra questione sono gli incassi. Perché anche dal 2010 al 2011 i prezzi hanno continuato a scendere e in questi giorni basta cliccare su internet per scoprire occasioni e agevolazioni. Legittima difesa contro la crisi ma che non sempre paga: e di certo non paga la stessa cifra. Chi per un giorno non si veste da Babbo Natale, e sfoggia i soliti prezzi, sorride un po’ di più, gli altri un po’ meno.
Ma tant’è: è la crisi, bellezza, e tutti fanno del loro meglio per sfangarla. Qualcuno meglio degli altri: Cortona pare non avesse un ago libero neanche se l’avessero rivestita d’oro e continua a volare sul filo di un’onda che vorrebbe non finisse mai. Ma anche Arezzo ha incassato la buona giornata delle città d’arte.
Come confermano i trend anche di altri centri della Toscana, Pasqua è sempre Pasqua: e chi si sposta per un giorno o due non sempre va al mare. A volte sì: da un centro turistico è partita la richiesta per un agriturismo, una decina di clienti con le valigie ai piedi. Ma il titolare se n’era andato sul Tirreno. E speriamo almeno che abbia aspettato tre ore dopo pranzo per fare il bagno. Qui per il pranzo hanno aspettato meno. Perché in Piazza Grande i locali erano già strapieni a mezzogiorno e hanno tirato tardi con le tovaglie apparecchiate. Chi morde e fugge senza fermarsi in albergo però spesso mangia e non solo panini. La platea di fronte ha contorni chiari.
All’Arezzo Valley delle scale mobilisolo il giorno di Pasqua 479 richieste contro le 448 della Pasqua 2010. Ieri altrettante ma ad un’ora dalla chiusura, contro le 456 della Pasquetta passata. In un mese che questa quota l’aveva raggiunta solo domenica 17 (461) e ovviamente per la Fiera: 660 persone il 3 aprile, come dire che l’Antiquaria tira sempre più di qualunque altra festa comandata.
Buone nuove anche dal centro turistico del Comune: 530 persone per Pasqua, un anno fa eano state 585 ma lo sportello era rimasto aperto quattro ore di più. Ieri il bis, perfino superato. Un 20% gli stranieri, in testa tedeschi e francesi, al resto pensano i nostri fratelli tricolori. Con il Lazio a fare la parte del leone ma ghiotti arrivi anche da altre regioni. «Ma qui andiamo avanti troppo a singhiozzo» lamenta un albergatore. Anche se dietro l’angolo c’è il primo maggio: e soprattutto c’è la Fiera, l’unico appuntamento che non tradisce mai. E che se volesse potrebbe perfino accompagnarti per mano fino al Cristo di Ligabue. Peccato che non voglia.
FONTE: LA NAZIONE
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